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Moda

Sfilate fuori calendario: la fashion week è a rischio?

Le sfilate fuori calendario aumentano: qual è il futuro delle fashion week?

Le sfilate fuori calendario, che si distaccano dalle canoniche fashion week, continuano ad aumentare. I primi a disertare la settimana della moda erano stati Dolce & Gabbana nel 2013, salvo poi annunciare il grande ritorno con la presentazione della collezione uomo Spring/Summer 2021. Rientrare per fare sistema e affrontare insieme il futuro. Se da una parte c’è chi sceglie di ritornare, sono tanti i grandi nomi che hanno optato per le presentazioni astagionali. A questo ha sicuramente contribuito l’emergenza sanitaria che ha posto l’attenzione sulla necessità di una riorganizzazione del sistema moda.

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Videogame Balenciaga

Le sfilate sono un momento fondamentale per far conoscere il proprio universo, strumento ideale per attirare l’attenzione mediatica. Nell’ultimo anno hanno subito diverse trasformazioni e assunto nuove forme, dai fashion film (come quello di Dior che porta la firma di Matteo Garrone) al GucciFest, dagli avatar di GCDS al il videogame di Balenciaga e Sunnei. Ma non importa la forma, la sfilata rimane il momento conclusivo che celebra il lavoro di mesi e mesi e le fashion week sono un enorme business che coinvolge innumerevoli settori.

Dentro o fuori? Diversi punti di vista

Per i brand la fashion week è un’occasione di visibilità, soprattutto per quelli emergenti e più piccoli. Mentre i grandi nomi non hanno bisogno di entrare nel calendario ufficiale per avere gli occhi puntati addosso, per i piccoli è un’occasione per farsi conoscere e condividere lo stage con le con le griffe che hanno fatto la storia della moda. Diventa così un motivo di orgoglio, oltre che un’opportunità da sfruttare mettendo in campo tutte le risorse. Al contrario, scegliere di sfilare fuori calendario può essere l’occasione per i grandi nomi di attirare su di se tutta l’attenzione mediatica, che diversamente sarebbe divisa tra una sfilata e l’altra.

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Gucci Aria

 

Le sfilate fuori calendario: la situazione della Milano Fashion Week

In Italia i primi a mettere in dubbio l’organizzazione della moda sono stati Giorgio Armani e Gucci. Il primo attraverso una lettera nell’Aprile 2020, ha invitato a diminuire la quantità di capi offerti, rallentare il passo e unire la collezione uomo e donna. Alessandro Michele, attraverso una serie di riflessioni pubblicate su Instagram, nel maggio 2020 aveva annunciato che Gucci da quel momento avrebbe presentato solo due collezioni l’anno staccandosi quindi dal calendario della fashion week milanese. L’arte non può e non deve essere costretta dalla tirannia della velocità, non può essere imbrigliata da un sistema che anno dopo anno è diventato sempre più frenetico. Staccarsi dal calendario tradizionale in nome della libertà della creatività. Alessandro Michele ha mantenuto la parola e ha presentato la nuova collezione Gucci Aria lo scorso 15 Aprile, quando la fashion week milanese era ormai termina da settimane. Lo stesso Versace, che pur rimanendo un membro orgoglioso della Camera della Moda, ha deciso di presentare la FW 2021/22 qualche giorno dopo la fine della kermesse Milanese, sottolineando l’importanza di connettersi con il pubblico nel momento più giusto.

La moda è arte, e proprio per questo, alcune volte deve potersi esprimere al di fuori di percorsi predefiniti per fiorire al meglio

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La sfilata di Versace per la collezione Fw 2021/2022

Le sfilate fuori calendario, non solo l’Italia

Il Council of Fashion (la camera della moda Americana, meglio nota come CFDA) e il British Fashion Council, con una lettera del 2022 maggio 2021, hanno comunicato la volontà di unire moda donna e moda uomo, per un totale di due collezioni all’anno che si avvicinino alla stagione a cui sono destinate. Inoltre, all’inizio della settimana della moda neyworkese nella prima metà di febbraio, Tom Ford, presidente del CFDA, ha annunciato la nascita dell’American Collections Calendar. Non più la canonica New York Fashion week, negli ultimi anni disertata dai grandi nomi, ma un sistema che accoglie tutti i brand americani. Anche quelli che presentano le loro collezioni in qualsiasi città e in qualsiasi stagione. Una strategia per non affossare ulteriormente la moda americana, già in crisi da tempo.

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Michael Kors sfila a New York per celebrare 40 anni di moda

Il senso della Fashion Week

Qual è allora il futuro delle fashion week? Ha senso parlare di una fashion week quando la maggior parte degli eventi è digitale? Una cosa è certa, la pandemia ha accelerato dei cambiamenti già in atto nel settore, mettendo l’accento sulle problematiche del sistema. Tra queste la necessità di pensare ad una riorganizzazione delle fashion week. Ricordiamoci inoltre che le settimane della moda sono un’occasione di guadagno per l’intera città che le ospita e la loro fine sarebbe un colpo duro per l’economia. Scegliere di sfilare all’interno del calendario ufficiale significa ,inoltre, credere in una moda fatta di collaborazione e unione di forze, supportando le varie istituzioni che da sempre organizzano le passerelle. Ma come sottolinea Carlo Capasa, significa anche dare spazio ai giovani designer e dare senso alla complessità della nostra filiera. Cosa succederà nella prossima fashion week milanese? In attesa del calendario ufficiale delle sfilate, sappiamo che l’appuntamento è confermato a Milano per il 18-22 giugno.

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