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RUPE TARPEA, IL RESTAURO DI GUCCI A 1,6 MILIONI

RUPE TARPEA, IL RESTAURO DI GUCCI A 1,6 MILIONI

La Rupe Tarpea risplenderà grazie alla generosità di Gucci e la Sovraintendenza Capitolina dei Beni Culturali

Rupe Tarpea – tra leggenda e futuro” è molto più che un progetto di ripristino di un monumento. La storia guadagna il passo della memoria e l’antica Roma ritornerà al suo massimo splendore anche grazie alla benevolenza di Gucci.

L’azienda italiana, infatti, erogherà 1.6 milioni di euro in un biennio. Ciò consentirà di conservare i giardini esistenti articolati fra i vari livelli dei terrazzamenti della Rupe Capitolina. I lavori termineranno nel 2021.

Si lavorerà, anche sulla valorizzazione delle aree verdi delle pendici del Colle.

Si recupereranno, inoltre, alcuni affacci panoramici ora inagibili o nascosti dalla vegetazione e, in generale, si renderà accessibile e fruibile la rocca.

I commenti di Marco Bizzarri e della sindaca di Roma, Virginia Raggi

Rupe Tarpea
La Rupe Tarpea con i suoi giardini

Marco Bizzarri, Presidente e Ceo di Gucci, dichiara: ”Poter dare un contributo di civiltà alla città eterna, alla città che ha dato i natali al nostro Direttore Creativo e che ospita il nostro ufficio stile è per me un onore immenso. Il dialogo costante che c’è tra l’antico e Alessandro è il quotidiano, la contemporaneità di Gucci. Una conversazione infinita che avviene oggi perché tutti i giorni ci si confronta con la presenza mai ingombrante del nostro patrimonio artistico e culturale. Contribuire al recupero della Rupe Tarpea e alla sua restituzione ai Romani, oltre che ai visitatori come me, è per tutta la Gucci, e ovviamente anche per me, una gioia infinita

A incalzare Bizzari, la sindaca di Roma Virginia Raggi, che interviene sostenendo: “Ringrazio Gucci per questo atto d’amore per la città di Roma attraverso il quale sarà riportata all’antico splendore la Rupe Tarpea. Con la preziosa sinergia tra pubblico e privato inseriamo un nuovo tassello nella valorizzazione dell’immenso patrimonio storico-artistico-culturale. Un tesoro di tutti che non appartiene solo a Roma e all’Italia. La Rupe Tarpea tornerà a vivere e, grazie alla splendida cornice del Foro Romano e del Colosseo, diventerà un luogo unico e suggestivo anche per ospitare importanti eventi culturali ed artistici”.

La storia della Rupe Tarpea

Quella della Rupe Tarpea è una storia di tradimento, almeno secondo la leggenda. Si narra, infatti, che Tarpeia, figlia del comandante di Roma, Spurio Tarpeio, si lascia corrompere dal re Sabino Tito Tazio, permettendo di far entrare i soldati nemici nella cittadella.

Nel racconto di Tito Livio, si dice: “la ragazza era andata oltre le mura ad attingere acqua per i culti rituali. Dopo averla catturata, la schiacciarono sotto il peso delle loro armi e la uccisero, sia per dare l’idea che la cittadella era stata conquistata più con la forza che con qualsiasi altro mezzo, sia per fornire un esempio in modo che più nessun delatore potesse contare sulla parola data.” (Livio, Ab Urbe condita libri).

Tarpea, pur di possedere alcune armille d’oro appartenute ai sabini, vende la sua città aprendo il varco alle truppe nemiche.

Si dice, infatti, che la Rupe Tarpea deve il suo nome proprio alla giovane ragazza che, in seguito al suo assassinio, viene seppellita nei pressi di una rupe posta sul Campidoglio.

Qualche tempo più tardi, il corpo di Tarpeia fu trasferito in un altro luogo e Tarquinio Prisco o Tarquinio il Superbo, dedicarono il luogo della sua sepoltura a Giove.

La rupe, inoltre, è il luogo deputato per la condanna a morte. Tra le storie più inquietanti, l’esecuzione di Spuro Cassio Vecellino, accusato di voler aspirare a diventare re.

A firmare la sua condanna, i questori Lucio Valerio Potito e Cesone Fabio Vibulano.

Rupe Tarpea, come arrivare

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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