È MORTO PIERO TOSI, IL GRANDE COSTUMISTA ITALIANO

È MORTO PIERO TOSI, IL GRANDE COSTUMISTA ITALIANO

Piero Tosi, tra i più celebri costumisti italiani, è morto all’età di 92 anni, il 10 agosto 2019. La sua carriera raccontata attraverso “Il Gattopardo” di Luchino Visconti

Piero Tosi è complice di una straordinaria effervescenza artistica, studiata, compiuta e idolatrata.

L’abbondanza del nostro patrimonio artistico si deve soprattutto ad artisti che, silenti, hanno fatto la storia del nostro territorio

Sebbene la sua formazione primaria lo riconduce dietro le quinte del sipario (la sua carriera si attiva come costumista teatrale), il suo nome viene alla ribalta con il cinema.

È in questo contesto, infatti, che la sua produzione è prolissa, realizzando i costumi di scena di altrettanti famosi titoli italiani.

Mame Moda Piero Tosi, il grande costumista italiano. Piero Tosi
Il costumista e docente italiano Piero Tosi

Allievo di Ottone Rosai, pittore futurista italiano vicino al movimento fondato da Marinetti, gli anni della sua adolescenza sono trascorsi attraverso lo studio delle forme e dei colori.

Attratto dalla velleità della moda, si lascia convincere dall’amico Zeffirelli ad abbandonare la sua Sesto Fiorentino alla volta di Roma.

Se il suo debutto nel cinema avviene con “Bellissima” (L. Visconti, 1951) è con “Il Gattopardo“, invero, che il costumista italiano raggiunge la massima notorietà.

Il Gattopardo. Storia e costume dell’epopea del cinema. 

Il Gattopardo racconta uno spaccato di vita sociale dell’estremo territorio italiano: la Sicilia.

La pellicola, di fatto, trae ispirazione da un romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Lo scrittore era talmente affascinato dalla figura del suo bisnonno, il principe Giulio Fabrizio Tomasi di Lampedusa, tanto da volerne trarre il profilo psicologico nel protagonista delle sue scritture.

La pellicola è ambientata nel 1860, anno che scrive un nuovo capitolo della storia italiana con lo sbarco di Garibaldi –  e i suoi Mille –  in terra sicula.

Il suo passaggio provoca una frattura insanabile nell’aristocrazia dell’isola e il conseguente avanzare dei latifondisti e gli amministratori.

A tentare l’impossibile è Tancredi, nipote di Don Fabrizio, erede di una nobile stirpe che vede il terreno franare sotto i suoi piedi.

Sebbene si trovi a combattere nelle file garibaldine, con ogni sorta di tentativo cerca di trarre vantaggio alla sua casata.

La sua cinica fame lo porta, in seguito, a schierarsi con i vincitori e a voltare le spalle alla sua famiglia.

Il film ruota attorno alla figura di Don Fabrizio Principe di Salina cui spetta il compito di raccontare, con le sue gesta, la situazione politica-sociale del nostro Paese, a metà dell’Ottocento.

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I costumi.

I costumi realizzati da Piero Tosi per “Il Gattopardo” diventano testimoni dell’esaltazione del lusso dell’epoca.

Ci troviamo, infatti, di fronte alla nascita della “Couture tout court” ossia dell’Alta Moda ai tempi di Charles-Frédéric Worth: massimo sostenitore della crinolina.

L’abito da ballo di Angelica, interpretata da Claudia Cardinale.

Una gabbia di ferro sosteneva la gonna che, sorretta dalla crinolina, si allungava nella parte posteriore.

Le guarniture sottolineavano i tagli e gli elementi decorativi erano costituiti da fitte code di satin.

La parte superiore dell’abito è stata realizzata con manichette gonfie sull’avambraccio mentre il corsetto si apre davanti sulla guimpe plastron.

Le stecche di balena comprimono la cassa toracica assoggettando la moda del momento che obbligava le donne a presentarsi in pubblico con una vita strettissima.

L’abito da ballo di Don Fabrizio Principe di Salina.

Il protagonista della pellicola indossa una jacquette simile al redingote ma con baschina arrotondata.

Il punto vita più basso conferisce maggiore slancio alla figura.

Il revers del collo diminuisce sia d’altezza sia d’ampiezza e l’abbottonatura si fa alta.

Piero Tosi e il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dopo trent’anni di sodalizio artistico, hanno realizzato “Piero Tosi: esercizi sulla bellezza“: una mostra che ha racconta il percorso stilisti e lavorativo del costumista italiano.

L’esibizione ha chiuso i battenti lo scorso 20 gennaio tra l’orgoglio degli organizzatori che hanno potuto constatare la grande ovazione dei visitatori per il costumista italiano.

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Stefania Carpentieri
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