Attivisti contro uso pelliccia di coyote
Moda

PELLICCIA DI COYOTE, UNA SBERLA ALLA SOSTENIBILITÀ

La moda guarda alla sostenibilità ma dimentica che anche la pelliccia di coyote è un danno per l’ecosistema

Ciò che accomuna le passerelle di tutto il mondo è l’incessante grido alla sostenibilità. La moda reclama l’impossibile visto che la pelliccia di coyote, assieme a quella di visone, volpe e castoro, è ampiamente richiesta dal mercato.

Già, chi l’avrebbe detto: il vello di coyote è tra i più ricercati del momento.

A farne la fortuna è la Canada Goose Parkas, una griffe canadese resa celebre da Kate Upton,in forte espansione non solo negli Stati Uniti ma anche, senza tanto clamore, nella civile Cina che, alla fax fur, preferisce la pelliccia di dogaskin, ossia di cane.

Canada Goose parka
Il marchio incriminato che usa pelliccia di coyote

La maggior produttrice di pelo di coyote è Colton Morris, infermiera ventottenne nativa del Cliveland.

Ed è proprio lei a spiegare come recupera il suo vile bottino: “Le persone non capiscono come il coyote sia un animale come le pecore“, dice.

Senza troppi giri di parole, li assassina senza alcun scrupolo. Sì, dopo ore di agonia, con le zampe strette in una trappola a molla, punta loro un fucile (o una pistola, questo non è dato saperlo) preme il grilletto e pone fine alla loro vita.

Tutto questo, per un parka da 1.200 dollari che soddisferà le esigenze delle fashioniste infreddolite.

Una cifra, inoltre, abbastanza spropositata considerato che la pelle di coyote viene battuta all’asta per cifre irrisorie (tra i 4$ ai 50 $).

Il volume di affari dietro la caccia di coyote è davvero considerevole e i dati, almeno per la Canada Goose Parkas, ne sono la conferma. L’azienda, infatti, ha registrato nel primo trimestre del 2019 un fatturato a +50% rispetto all’anno precedente.

Peta e Indiani Navajo si schierano contro l’uso del pelo di coyote.

Per gli indiani d’America il coyote è un animale sacro. Esso, infatti, viene tutt’oggi idolatrato dai Navajo come essere indisciplinato che si ribella contro le convinzioni sociali.

Al fianco di queste tribù che popolano l’Arizona e l’Utah è sopraggiunta la Peta, che dichiara: “Se Canada Goose volesse essere onesta riguardo al loro prodotto, dovrebbe esserci una targhetta sulla giacca che mostri un coyote con una trappola alle zampa o al collo“.

L’organizzazione no-profit ha tentato, invano, di boicottare l’acquisto del parka scagliandosi, con con la sua protesta, contro i cacciatori, produttori e acquirenti.

Non resta che appellarsi alla coscienza delle griffe, tutte, affinché la tendenza all’uso del vello di coyote venga messa a freno.

Appello che inoltriamo anche ad Eco-Age e ai marchi che da sempre si battano contro l’uso smodato della pelliccia e che hanno abbracciato la tematica della sostenibilità.

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