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MUSEO DEL TESSUTO DI PRATO OSPITA I COSTUMI DEL FILM MARIE ANTOINETTE

MUSEO DEL TESSUTO DI PRATO OSPITA I COSTUMI DEL FILM MARIE ANTOINETTE

Dall’11 febbraio al 27 maggio 2018 una mostra al Museo del Tessuto di Prato celebra i costumi di Marie Antoinette

I costumi elaborati dall’eclettica costumista Milena Canonero, per la celebre pellicola Marie Antoinette, da febbraio saranno in mostra a Prato.

Milena Cornero ricevette, nel 2007, ben due riconoscimenti per i costumi del fortunato film: il Premio Oscar per i migliori costumi e un Nastro d’Argento.

Marie Antoinette, film del 2006 di Sofia Coppola, racconta l’intensa vita di una giovane donna divisa tra amore, lusso e peccati.

La moglie di Luigi XVI – interpretata dall’attrice Kirsten Dunst – amava tutto ciò che era particolarmente sfarzoso.

Assieme alla sua sarta di fiducia, Rose Bertin, sceglieva le stoffe che sarebbero state utilizzate per confezionare i suoi meravigliosi abiti.

Gli abiti erano poi risaltati da un’alta acconciatura trattenuta dal pouf, un’impalcatura metallica che sosteneva i capelli.

La robe à parnier, in voga durante la reggenza di Luigi XV, negli ultimi anni del settecento era indossata solo in particolari occasioni.

La robe à la française era ritenuta l’emblema dello stile di corte durante le occasioni ufficiali.

Marie Antoinette
Pièce d’estomac con ruches decorative

L’opulenza della veste era sottolineata dal pièce d’estomacdavantino rigido di forma triangolare – decorato con échelle di fiocchi.

La gonna, sollevata da un panierun sottogonna in acciaio schiacciato in ampiezza– presentava motivi floreali e volant increspati.

La polonaise fu l’abito che ricevette più favori per le occasioni meno formali.

Questo abito fu lanciato proprio da Maria Antoinette nel 1776.

La manica en sabot, dal taglio leggermente svasato in coda, lasciava a vista delle manichette in garza o volant di pizzo.

Nel 1781 fu lanciata, inoltre, la moda chemise à la reine: un abito dalla foggia dritta e fondo con falbalas, una striscia di stoffa increspata o pieghettata che veniva applicata all’estremità della sottoveste o dell’abito.

La profonda scollatura e la vita segnata da una fascia di seta, erano di chiara ispirazione esotica – le donne di Santo Domingo lanciarono questa tendenza-.

La moda francese, riletta da Milena Canonero, era abbastanza articolata.

Per tale motivo, oggi, la critica ha elogiato ampiamente il lavoro della costumista italiana.

L’esposizione, infine, è stata resa possibile anche grazie al contributo di The one,  la sartoria che ha confezionato i costumi del film.

Museo del Tessuto di Prato, come arrivare 

 

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Stefania Carpentieri
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