Moda

Morto Giorgio Gucci, erede del fondatore della storica griffe

Morto a 92 anni Giorgio Gucci, nipote di Guccio e artefice del successo dello storico marchio fiorentino

Il 22 dicembre è morto un grande imprenditore, amante dell’arte e della natura. Giorgio Gucci, circondato dall’amore dei suoi cari, lascia la vita terrena con la consapevolezza di aver donato, ai posteri, un importante archivio; un’azienda che ha fatto della tradizione il suo trampolino di lancio e che ancora oggi continua a proseguire l’arduo compito di tenere alto il vessillo del Made In Italy.

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Giorgio Gucci

 

Ad annunciare la sua dipartita attraverso comunicato stampa è la famiglia. “È stato uno dei fautori della memorabile espansione della casa di moda fiorentina; amato da tutti come un uomo integerrimo e dallo spirito creativo, sostenitore di una casata che ha portato il vessillo della moda e dello stile Italiano all’estero. Da buon collezionista d’arte aveva una sensibilità verso l’effimero che riversava nel gusto artistico delle collezioni Gucci durante gli anni in cui era ai vertici dell’azienda. Lo si ricorda come uomo dalle diverse passioni, viaggiatore instancabile ed integro padre di famiglia“.

Volto della storica boutique di via Condotti, Giorgio ha ospitato nel suo angolo del lusso romani, donne del jet set internazionale come Sofia Loren e Brigitte Bardot.

Un estratto dell’Enciclopedia della Moda di MAM-e.it dove consultare tutti i segreti della griffe fiorentina fondata nel 1921 e il contributo di Giorgio Gucci

Gucci venne fondata nel 1921 da Guccio Gucci (1881-1953), figlio di un fabbricante di paglie che, giovanissimo, si trasferì prima a Parigi e poi a Londra dove, lavorando come liftboy al Savoy Hotel, fece proprio il gusto del bello e dell’eleganza.

Al suo ritorno a Firenze, dopo aver lavorato presso la ditta Franzi di Milano, aprì un primo negozio e un piccolo laboratorio in via della Vigna 7 e via del Parione 11: vendeva articoli da viaggio e selleria.

Nel ’32 si trasferì nei più ampi locali di via della Vigna Nuova 11. Cinque anni dopo, produceva, in un suo stabilimento ancora artigianale di Lungarno Guicciardini, borse, valigie e articoli sportivi.

I primi successi sono legati anche a complementi per l’equitazione: molto presto, infatti, i motivi del morso e della staffa diventarono l’emblema della casa fiorentina. Le vendite furono tali da spingere Gucci fuori dai confini della sua città natale. Approdò a Roma con un negozio in via Condotti: era il ’38.

Durante i difficili anni dell’autarchia, la fantasia faceva fronte alla carenza di materie prime con l’introduzione di materiali come canapa, lino, juta e il celebre bambù, meno costosi dei consueti pellami e tali da alimentare l’originalità della griffe.

Nel ’39, il passaggio da ditta individuale a società segnò l’ingresso ufficiale nell’attività dei quattro figli Aldo, Vasco, Ugo e Rodolfo: sarà quest’ultimo a inaugurare nel ’51 il negozio di Milano in via Montenapoleone 5.” Continua a leggere

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