MODA UOMO, L’ITALIA E L’INTERSESSUALITÀ

MODA UOMO, L’ITALIA E L’INTERSESSUALITÀ

Domani il debutto di Pitti Uomo 95 che avvierà la lunga settimana dedicata alla Moda Uomo. Sarà protagonista l’intersessualità?

Gara di staffetta per la moda maschile che quest’anno vede leader il settore grazie anche al potenziale di Pitti Uomo 95 coadiuvato da Milano Moda Uomo. Ma il tema dell’intersessualità sarà trattato?

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una rilettura di “genere” abusando, spesso, del termine “gender

Ciò che un tempo veniva definita moda unisex oggi è divenuta un genere sessuale vero e proprio. Pertanto, cavalcando tale evoluzione, i designer hanno adottato nuovi estetismi tramutati, talvolta, in strategie commerciali.

mame-moda-moda-uomo-italia-e-intersessualità. Hanne Gaby Odiele
Hanne Gaby Odiele

La moda gender, che non conosce attributi sessuali, oggi si chiama intersessualità.

È fondamentale analizzare tale definizione per comprendere, con dati alla mano, il progresso della moda che oggi non puntualizza, appunto, sul genere.

Già nel 2013 la Germania ha riconosciuto di fatto il terzo sesso. 
È il primo paese dell’Unione Europea.

Come riporta Repubblica.it, un bambino su cinquemila, nato in Europa, “presenta organi genitali ambigui”.

Tale genere non può essere in alcun modo riferito alla transessualità perché gli individui, in questo caso, nascono con un genitale ben definito.

La prima Maison che pare abbia intuito tale cambiamento è stata Gucci che, nel 2015, presenta una collezione ritenuta dai media di “cattivo gusto”. Lustrini, fiocchi, pellicce e top in pizzo fanno storcere il naso a tutti.


Hanne Gaby Odiele, simbolo dell’intersessualità sfila in passerella

“Per me era importante rompere il tabù. Salve, sono Hanne e sono nata intersessuale. Questo vuol dire che il mio corpo non è né del tutto maschile né del tutto femminile.”

Si stima che il 2% della popolazione mondiale sia affetta dall’AIS, acronimo di Androgen insensitivity syndrome, ossia sindrome da insensibilità agli androgeni che permette lo sviluppo dei testicoli nell’addome ma non dell’utero e delle ovaie.

La moda dialoga con la categoria inter/divers

In Germania oggi si parla di inter/divers, ovvero la terza categoria che oggi appare sui documenti personali di ogni individuo.

Va detto che Paesi come India, Canada, Nuova Zelanda, Malta e Australia hanno preceduto – e di molto – questo progresso.

E allora, perché prenderci beffa dei marchi che in questi anni, e con dovere sociale, hanno accomodato anche le richieste del terzo genere?

La moda come antesignana del cambiamento socio-culturale. Libera e oltraggiosa nei confronti dei vecchi limiti estetici che quasi temevano il confronto con il cambiamento.

Società liquida e non statica. L’auspicio è che anche l’Italia, con Pitti Immagine Uomo 95 e la Milano Moda Uomo possa dimostrare di affrontare tale tematica a viso scoperto.

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Stefania Carpentieri
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