MODA ECO-SOSTENIBILE: ITALIANI SEMPRE PIÙ ATTENTI

MODA ECO-SOSTENIBILE: ITALIANI SEMPRE PIÙ ATTENTI

Gli italiani sempre più attenti al proprio benessere e a quello del pianeta. Avanza la moda eco-sostenibile

Sempre più italiani si avvicinano alla moda eco-sostenibile incrementando una tendenza globale. I numeri parlano chiaro: entro il 2020 il valore della moda eco-friendly si attesterà a 42 miliardi di dollari.

Un sondaggio effettuato di recente da Ipsos Mori su commissione di Changing Markets Foundation e Campagna Abiti Puliti rivela che il 64% degli italiani intervistati non è più disposto ad acquistare merce da griffe la cui produzione è associata all’inquinamento.

Il 72% degli intervistati, inoltre, crede sia d’obbligo che le aziende chiariscano l’intero processo della filiera produttiva, assumendosi ogni responsabilità, dalla produzione alla distribuzione.

Moda eco-sostenibile: italiani sempre più attenti. Campagna Detox
Campagna Detox lanciata da Greenpeace

La percentuale aumenta del 78% quando il quesito si sofferma sul salario dei dipendenti. Il 78% degli interpellati considera fondamentale che i marchi d’abbigliamenti diano un giusto salario ai dipendenti non violando, dunque, le leggi in materia.

Il 58% di loro, inoltre, afferma che non comprerebbe mai un capo realizzato da un lavoratore sottopagato o, peggio ancora, schiavizzato.

Questione viscosa. Il punto sulla sostenibilità

La viscosa è tra i tessuti artificiali più inquinanti utilizzati, nel settore tessile, per imitare la morbidezza e la lucentezza della seta.

Ad inventarla nel 1833 fu un chimico francese, conte Hilaire Bernigaud de Chardonnet e brevettata nel 1902 dai colleghi Charles Cross,
Edward Bevan e Clayton Beadle.

La viscosa, in realtà, viene prodotta dalla polpa del legno, del cotone e della paglia ma è la sua lavorazione ad essere particolarmente nociva.

Per poter trasformare le materie vegetali in tessuti artificiali adatti alla confezione si utilizza, infatti, soda caustica e solfuro di carbonio, sostanze chimiche altamente inquinanti.

We move

Per tal motivo oltre 303.000 consumatori dell’Unione Europea hanno firmato una petizione lanciata da WeMove per chiedere all’industria tessile prima e alla moda dopo, di produrre e utilizzare viscosa pulita.

Gucci, Prada e Fendi sotto accusa. la loro è moda eco-sostenibile?

Proprio sul tema viscosa,il Changing Market Foundation Dirty Fashion bacchetta le maggiori griffe italiane come Gucci – che peraltro si fornisce di Paesi dove le condizioni di lavoro sono precarie- , Prada e Fendi inserendole tra i marchi peggiori per quanto riguarda la viscosa.”Ci stiamo rivolgendo alle aziende italiane che si occupano di abbigliamento chiedendo di seguire l’esempio di altri marchi UE e firmare la nostra Roadmap per una filiera della viscosa più pulita.

Abbiamo bisogno della massima trasparenza e di uno spostamento verso un modello produttivo che non distrugga la vita delle persone e gli ecosistemi naturali”, afferma Urska Trunk, membro della Changing Markets Foundation.

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Stefania Carpentieri
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