Milano Fashion Week, la moda ancora nelle mani dei potenti

Milano Fashion Week, la moda ancora nelle mani dei potenti

Dice bene, Moschino: la moda è nelle mani di qualcuno che tira i fili (e la Milano Fashion week appena trascorsa ne è l’esempio)

Chi è il burattinaio della moda? Chi tira le corde del fashion biz? I potenti, i grandi: quelli che il nome se lo sono fatto negli anni passati; quando i sogni erano realizzabili e non ci si doveva accontentare delle briciole. La Milano Fashion Week ne è l’esempio lampante e il format digitale ne amplifica il divario tra vecchie e giovani generazioni.

Immagina chiara: chi sono i burattinai della moda? Look Moschino SS 21

La presentazione della Moschino primavera/estate 2021 è tra le più creative fra quelle viste durante la passata Milano Moda Donna: manichini che si muovano grazie a qualcuno che li comanda dietro la regia. Un burattinaio con finanze ben più generose rispetto ai giovani e speranzosi talenti che si aprono al mondo della moda.

Il digitale, formato resosi necessario a causa della pandemia da Covid-19 in corso, mette in evidenza proprio quello che si sperava potesse camuffarsi attraverso la realtà aumentata: la levatura tra i diversi marchi. È vero, manca l’esperienza e il budget: ma allora perché investire denaro per avere un risultato discreto? O  meglio, perché non dare un aiuto economico concreto alle menti creative che si dannano l’anima pur di approfittare di una vetrina così importante come la Milano Fashion Week per lanciare il proprio marchio?

Versace, Armani, Valentino e Prada: la moda è ancora nelle loro mani

Non c’è storia che tenga: la moda italiana è ancora legata ai vecchi nomi. A Versace che porta in passerella la sua storia (fatta di miti e meduse) facendo sfilare modelle curvy e top model del calibro di Irina Shayk. La loro fortuna risale agli anni Settanta, quando bastava un guizzo di genio e tanta follia per poter ergere un impero.

E cosa dire di Giorgio Armani, un vetrinista che ha creduto in se stesso e con la stessa pazzia di Gianni, ha creato a quarant’anni, un altro impero. Il suo ego è stato auto celebrato durante la Milano Moda Donna con uno show, preceduto da un intervento di Pierfrancesco Favino, in prima serata su LA7.

Se ti sei perso lo show di Giorgio Armani, clicca qui.

Occasione perduta per Miuccia Prada che avrebbe potuto sfruttare al meglio il debutto di Raf Simons per focalizzare l’attenzione della stampa, sulla collezione. Una mossa che diede una grande vetrina per Donatella proprio l’anno scorso con il rilancio del jungle dress indossato dalla giunonica Jennifer Lopez.

Rivedi la collezione Versace con la bellissima J.Lo

Infine, Valentino. Basta solo l’annuncio di una breve parentesi nel calendario della Milano Moda Donna a scatenare stampa e buyer. Pierpaolo Piccioli propone una collezione che guarda alle future generazioni. Dinanzi ad un pubblico reale. Dribblando la pandemia rispettando le misure di sicurezza.

Milano Fashion Week. In conclusione

La creatività non è nulla senza un supporto economico reale. L’impressione che si ha, a pensar male, è che questi talenti stiano a supportare un calendario che mette sotto la lente d’ingrandimento i soliti noti. I potenti. I burattinai. Ma, alla fine, chi sono i burattini?

 

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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