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MAN RAY: IL DADAISTA TRA FOTOGRAFIA E MODA

MAN RAY: IL DADAISTA TRA FOTOGRAFIA E  MODA

A 129 anni dalla nascita di Man Ray, elogio al pioniere della fotografia dadaista, tra evocazioni e moda

Emmanuel Radnitzky nasce a Philadelphia il 27 agosto del 1890. Meglio conosciuto con lo pseudonimo di Man Ray, il fotografo e pittore statunitense trova la sua fortuna a Parigi divenendo, assieme al pittore ungherese László Moholy-Nagy, l’iniziatore di una nuova stagione fotografica.

Ray, infatti, inventa le rayografie ponendo, sulla carta sensibilizzata, oggetti tridimensionali.

Rispetto a Moholy-Nagy – padre inventore dei fotogrammi – che predilige composizioni architettoniche modulate dalla luce, Man sceglie oggetti dal valore evocativo.

Nel 1922 pubblica una serie di 12 rayogrammi dal titolo “Les Champs délicieux ( I campi deliziosi). La serie, allusiva, raffigura semplici oggetti come un ventaglio, una chiave d’albergo, una pistola, e una pellicola cinematografica.

L’arte del potente artista statunitense è descritta, doviziosamente, da Tristan Tzara, poeta e saggista romeno, tra i fondatori del Dadaismo.

Egli, nella cartella introduttiva dell’opera di Man Ray, scrive: “Il fotografo ha acceso la sua lampada di mille candele e a poco a poco la carta sensibilizzata ha assorbito il nero profilo degli oggetti quotidiani. ha scoperto che la potenza di una lampada teneramente, dolcemente illuminata è superiore a tutte le costellazioni destinate al piacere degli occhi. l’alterazione meccanica, precisa, unica, esatta della forma è fissata: morbida, lucente come un cappello filtrato attraverso un pettine di luce.”

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Egli utilizza, più di chiunque altro, l’effetto Sabattier, invertendo i toni ai margini delle zone nere e bianche.

Produce, inoltre, anche stampe in negativo, sfumando le immagini e aumentando la grossezza dei grani d’argento.

Le soddisfazioni di un genio risiedono nella sua forza di volontà e nella sua ostinazione

Il sodalizio con la moda

Il fotografo si cimenta anche nella fotografia di moda lavorando, attivamente, per riviste come “Vogue“, “Charm” e “Vanity Fair“.

Grazie a Carmel Snow, caporedattrice dell’edizione americana di Harper’s Bazaar dal 1934 al 1958, Man Ray acquisisce maggiore fama rinnovando l’immagine della rivista assieme al collega Alexej Brodovitch.

Negli scatti pubblicati sulle riviste di settore è evidente la venerazioni nei confronti della solarizzazione, tecnica che non abbandonerà mai.

Nel corso della sua attività, conclusa definitivamente con la sua morte il 18 novembre del 1976 a Parigi, egli lavora a stretto contatto con Maison come Chanel, Poiret, Worth, Vionnet e Schiaparelli, realizzando scatti che sono rimasti negli annuali storici del fashion biz.

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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