LVMH PRIZE 2019, I NOMI DEI FINALISTI

LVMH PRIZE 2019, I NOMI DEI FINALISTI

La finale del LVMH PRIZE 2019 è attesa per metà giugno: nel frattempo, scopriamo i nomi dei finalisti

La giuria del LVMH Prize 2019, composta da JW Anderson, Kris van Assche, Maria Grazia Chiuri, Nicholas Ghesquière, Marc Jacobs, Humberto Leon e Carol Lim, Clare Waight Keller, Delphine Arnault, Jean-Paul Claverie e Sidney Toledano, ha decretato i nomi dei finalisti del premio.

Scopriamo la storia di ognuno di loro.

Anrealage.

Il marchio è stato fondato nel 2003 dal designer Kunihiko Morinaga. Nato a Tokyo nel 1980, studia alla Washeda University e alla Vantan Designer Accademy. Il suo marchio è distinguibile grazie all’uso del patchwork dai colori vivaci. Le sue creazioni non seguono le silhouette del corpo e sono realizzate grazie ad un complesso intreccio tra innovazione e tecnologia. Nel 2005 vince il Design Fashion Awards per Avant Garde alla Gent Art di New York. Nel 2011, Morinaga vince il 29 ° Mainichi Fashion Grand Prix come miglior nuovo designer e il premio Shiseido Incentive. Il debutto sulle passerelle parigine avviene nel 2014.

Bethany Williams.

Arriva dal Regno Unito il marchio di moda che potrebbe vincere il prossimo LVMH Prize 2019. La griffe incentra il suo focus su temi sociali e sostenibilità. Le collezioni sono prodotte con scarti alimentari, tecniche innovative che permettono, però, di mantenere inalterato il ruolo degli artigiani. Ognuno dei capi è sostenibile al 100% e aiuta i più bisognosi. Con la linea “Breadline” il brand sfamerà le famiglie più bisognose grazie al supporto di Vauxhall Food Bank e della Tesco.

LVMH Prize 2019 i finalisti
I finalisti de LVMH Prize 2019

Bode.

Fondato solo nel 2016, il marchio ottiene sin dall’inizio un forte successo ( la stilista è la prima donna a sfilare durante la NYFW dedicata alla linea uomo) anche grazie alla sua immagine nostalgica radicata nella pratica sartoriale. Ogni capo, lavorato a New York, è realizzato da tessuti antichi

Hed Mayner.

Nato ad Amuka (Nord Israele) ha iniziato i suoi studi presso l’Accademia delle Arti e del Design di Bezalel (Gerusalemme) per poi migrare presso l’Istitute Français de la Mode di Parigi. Le sue collezioni nascono da un mix perfetto di spiritualità, tradizione, vulnerabilità, potere e nobiltà. Pezzi fluidi e strutturati, influenzati dalla tradizione ortodossa ebraica e dai capispalla militari.

Kenneth Ize.

La tradizione nigeriana prende corpo nella griffe che lavora a stretto contatto con i tessitori e con gruppi di artigiani del posto. L’etichetta fonde una nuova estetica del design con una pratica artigianale folkloristica.

Phipps.

Brand fondato nel 2017 da Spencer Phipps, studente della prestigiosa Parson of School Design di New York. Diplomatosi del 2008, riceve una nomination come “Designer dell’anno”. Ha lavorato presso Marc Jacobs (mensewar) e Dries Van Noten. Sostenibilità e responsabilità sono alla base del suo eponimo marchio.

Stefan Cooke.

Diplomatosi al Central Saint Martins di Londra, nella sua brevissima carriera è stato insignito del premio l”Oréal Professional Creative Award ed H&M Design Awards. La sua moda è ritenuta da molti come l’antitesi della noia.

Thebe Magugu.

Marchio di moda sudafricano di moda prêt-à-porter femminile dal forte design contemporaneo e al contempo, elegante e di design. In esso convivono tradizione e innovazione. L’omonimo designer si è diplomato alla
Fashion & Apparel Design alla Lisof Fashion School di Johannesburg.

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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