Louis Vuitton: guai all’orizzonte per il conglomerato del lusso LVMH

Louis Vuitton: guai all’orizzonte per il conglomerato del lusso LVMH

Louis Vuitton: guai all’orizzonte per il conglomerato del lusso LVMH

Le ricadute della crisi del Coronavirus peseranno sugli utili di LVMH, sebbene ci siano stati alcuni segnali di ripresa nel mese di giugno. La diminuzione dei guadagni del secondo trimestre del proprietario di Louis Vuitton e di altri marchi proverrà in particolare dall’Europa e dagli Stati Uniti, ha dichiarato il presidente Bernard Arnault durante una riunione degli azionisti.

“A questo punto possiamo solo sperare in una graduale ripresa”, ha confidato Arnault agli investitori, aggiungendo che nella seconda metà dell’anno si assisterà a una lieve risalita del fatturato. Ha confermato dei segnali “abbastanza vigorosi” di ripresa a giugno. Infatti, gran parte dei paesi europei hanno allentato il lockdown, tra cui Milano e Parigi, due importanti centri commerciali per il lusso.

Louis Vuitton

L’accordo tra LVMH e Tiffany non salta

I brand di lusso soffrono ancora della mancanza di viaggi turistici, anche se i consumi stanno riprendendo a livello locale e i negozi riaprono, anche in Cina. Il direttore finanziario Jean-Jacques Guiony ha affermato che la ricaduta si avvertirà ancora nei prossimi mesi. Nonostante la crisi, l’amministratore delegato di LVMH Antonio Belloni ha confermato l’acquisto da 16 miliardi di dollari di Tiffany, ancora da chiudersi. Belloni ha detto che il brand americano è un “marchio emblematico” e che aveva già un posto ideale all’interno del conglomerato del lusso.

Fonti hanno riferito che a giugno Arnault ha tentato di ritrattare e di esercitare pressioni su Tiffany per abbassare il prezzo di acquisizione, anche esaminando la sua conformità con i patti di debito. Da allora, tuttavia, Tiffany ha modificato alcuni dei suoi contratti di debito, eliminando qualsiasi minaccia immediata a questo proposito. Le autorità fiscali francesi hanno esaminato LVMH, che ha dichiarato di aver pagato il 50 percento delle tasse in Francia. Ha rifiutato, però, di fornire dettagli per altri paesi.

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Alessandro Dalai
Articoli dell'Autore / Alessandro Dalai

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