LOUIS VUITTON E IL CASO JACKSON? È OFFENSIVO

LOUIS VUITTON E IL CASO JACKSON? È OFFENSIVO

La moda sotto l’occhio del ciclone. Bersaglio dell’ultima ora è Louis Vuitton con il caso Michael Jackson

Louis Vuitton caso Jackson: una storia in rimonta che pesca negli archivi degli abusi sessuali.

Gli americani non dimenticano: il web saboterà anche questa volta una casa di moda europea?

Dopo Gucci e Prada, accusati rispettivamente di Blackface, oggi spetta a Louis Vuitton ripararsi sotto i colpi del mortaio della rete. Ma stavolta le accuse sarebbero molto più che giustificate.Una domanda, però, sarebbe doveroso porsela: Virgil Abloh non poteva tenersi stretta la passione per il presunto molestatore Michael Jackson?

Il pervertito della pop music, star internazionale che ha pagato fior di milioni in cauzioni per non marcire in galera, anche dopo la sua tragica dipartita continua a far parlare di sé per i presunti abusi sessuali ai danni dei minori.

T-shirt stampa piedi Michael Jackson
La T-shirt dello scandalo. Collezione FW 19-20

Neverland come il ranch dell’orrore. Un Thriller, insomma, tanto per citare una sua celeberrima canzone.

L’ennesimo scandalo firmato Jacko vede protagonista una giovane Emma Watson, giunta al successo come interprete di Hermione Granger nella serie cinematografica Harry Potter.

Nel fior fiore della sua adolescenza, infatti, Michael Jackson si invaghì di lei tanto da desiderarla in sposa.
Ma il suo caso, però, rischia di perdersi in svariate pile di fascicoli.

La cronaca di oggi, che ha fatto infuriare gli internauti, vede protagonisti Louis Vuitton e la sua collezione autunno/inverno 2019-20.


Ma perché solo dopo due settimane si urla allo scandalo?

Semplice se si ha l’accortezza di informarsi sul docu-shock dall’emblematico titolo Leaving Neverland.

Quattro ore intense e sofferte nel quale Wade Robson e James Safechuck, all’epoca bambini, raccontano gli abusi subiti da Michael Jackson.

Il documentario, che in Italia sarà trasmesso su canale Nove i prossimi 19 e 20 marzo, non è stato apprezzato dall’opinione pubblica americana.

Scatto del film Leaving Neverland
Un frame di Leaving Neverland

L’indifendibile Michael, al quale la family Jackson sta correndo ai ripari in queste ore per difendere la sua memoria con un dispiegamento di avvocati manco fossero Marines in guerra, rischia di travolgere anche Maison Louis Vuitton.

Le giustificazioni di Louis Vuitton

Nessuno, nell’azienda, era a conoscenza di Leaving Neverland.

Virgil Abloh non lascia dubbi a tal riguardo: lo stilista si sarebbe ispirato a Michale Jackson in qualità di promotore di uno stile innovativo. Nulla lascia presagire un allineamento con le qualità umane discutibili della star americana.

Cosa accadrà? La Maison ritirerà dalla produzione i capi che fanno riferimento a Jacko?

Sarà così estremista come le radio canadesi che hanno bandito qualsiasi brano anche dalla loro podcast?

Oppure attuerà il piano di recupero immagine travolta dallo scandalo come nei casi di Gucci e Prada?

La sentenza in mano ai Social.

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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