L’ANIMO SELVAGGIO DELLA ETRO SS20

L’ANIMO SELVAGGIO DELLA ETRO SS20

La collezione Etro SS20 per la Milano Fashion Week 2019 è un inno alla liberalità espressiva degli anni Settanta.

Il genio creativo che ha stimolato Veronica Etro per la sua SS20 nasce dalla volontà di rompere gli schemi, di liberarsi da sovrastrutture per tornare ad una libertà creativa, tutta femminile.

La collezione sfila in una location suggestiva: lungo il porticato interno del Conservatorio Giuseppe Verdi, sulle note di musiche anni Settanta. Tra le modelle che sfilano per Etro, Irina Shayk e Bella Hadid.

La Etro SS20 si ispira proprio agli anni degli hippies e delle groupies: gli anni Settanta diventa un luogo di culto, una sorgente da cui cogliere idee e visioni.

Il linguaggio degli abiti, con i loro colori e tagli, è spensierato, selvaggio. Libera la donna da condizionamenti sociali e la prepara per la conquista di luoghi inaspettati.

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Tuniche ondeggianti, nappine a non finire e gilet carpet, in una mescolanza audace, celebrano una donna travolgente e passionale che, come una piratessa contemporanea, va alla conquista del mare cittadino, senza dimenticare la sua raffinata provenienza borghese.

I pezzi leggeri e senza tempo della Etro SS20 richiamano la vita bohémien, che risveglia l’animo gitano di ogni donna. Quello che Veronica Etro vuole raccontare è proprio questo: lo spirito ribelle che si cela in ogni donna.

Gli abiti cuciti a fazzoletto e i caftani Paisley sfilano accanto ai classici tailleur dal taglio virile, alle camicie maschili a righe si accostano morbide bluse in seta chiuse da fiocchi. Le giacche safari sono riproposte in chiave vintage.

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“Gerolamo “Gimmo” Etro, un appassionato di viaggi in giro per il mondo con studi economici alle spalle, fonda nel 1968 la propria compagnia tessile prêt-a-porter e haute couture. Mantenendo una qualità tradizionale nel disegno, aggiunge una svolta contemporanea osando colori e toni innovativi. Gli headquarters milanesi, situati in via Spartaco, vengono rinnovati completamente per provvedere a spazi più adatti alla rapida espansione del team di design. Allo stesso modo, anche la biblioteca dell’azienda inizia a prendere forma, archiviando libri rari e arte tessile intorno al 1974.”

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Susanna Ferrari
Articoli dell'Autore / Susanna Ferrari

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