la moda italiana resterà italiana?
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La moda italiana resterà italiana? Le operazioni che destano qualche perplessità

Zegna verso la quotazione a Wall Street, Etro e Off White nelle grinfie del colosso francese LVMH. La moda italiana resterà italiana?

Sono degli ultimi dieci giorni tre importanti operazioni che riguardano alcuni dei marchi più prestigiosi della moda italiana: parliamo di Zegna, Etro e Off-White.

Il marchio Ermenegildo Zegna si quota alla borsa di New York con uno speciale piano finanziario, una Spac (Special purpose acquisition corporation) che vedrà la collaborazione con il gruppo italiano e l’ Investindustrial Acquisition Corp. Di Zegna non si può che apprezzare la capacità del gruppo di andare in borsa per crescere mantenendo il controllo famigliare.

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Infatti, con il supporto della finanza internazionale e di Bertelli (azionista di Prada), il gruppo Zegna mantiene saldamente il possesso dell’azienda. Inoltre, con la vendita del 30% delle azioni riesce a finanziare  lo sviluppo internazionale.

Etro invece, marchio di alta moda e dall’immagine fresca e accattivante, pur senza criticare le evidenti ragioni di natura economica che hanno costretto la proprietà all’operazione, spiace che la direzione aziendale non sia più nelle mani della famiglia di Gimmo Etro. Lo stesso, seppur con rilevanza minore, è successo con Off-white, acquisito da uno strumento finanziario di LVMH.

Cosa è accaduto nella moda fino ad oggi

In questa molteplicità di operazioni finanziarie che stanno coinvolgendo molti marchi del Made in Italy,  si aggiungono la crescita del pacchetto azionario di TOD’S da parte di LVMH dal 3 al 10% e rumors che riguardano Brunello Cuccinelli.

L’italianità del prodotto moda non garantisce una buona gestione e una grande creatività: Gucci ne è chiaramente l’evidenza. Tuttavia le grandi aggregazioni del mondo della moda non passano per l’Italia e anzi importanti gruppi della moda italiana come Loro Piana, sono sistematicamente preda di gruppi finanziari prevalentemente francesi.

Arnault di LVMH
Arnault di LVMH

Questa evidenza porta a una considerazione: la moda italiana non è adeguatamente difesa in quanto sistema. Fatte salve le decisioni imprescindibili degli imprenditori l’unico dato che resta alla fine è che le aziende italiana diventano francesi e che i grandi gruppi italiani non riescono nella stessa operazione, ovvero non riescono a comprare aziende estere.  Fa eccezione  Marzotto con Valentino e Hugo Boss. Lasciano ben sperare i rumors che vedrebbero Armani e la famiglia Agnelli nella creazione del primo gruppo tutto italiano. Grazie a loro, la moda italiana resterà italiana?

La moda italiana può competere con quella francese?

Comunque la produzione, grazie alla grande capacità dei nostri artigiani resta in Italia. Ma l’impressione è che non ci sia crescita e il comparto moda Italia diventi sempre più fragile.

L’assetto finanziario delle aziende e di sistema nei confronti della moda non è in grado di competere con quello francese, di seconda e terza generazione e con le governance dei gruppi di aziende come LVHM e Kering, permette evidenti economie di gestione e un rafforzamento delle basi finanziarie.

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