LA KEFIAH FA MODA. IL RITORNO DEL TESSUTO SCIALLE

LA KEFIAH FA MODA. IL RITORNO DEL TESSUTO SCIALLE

Lo stilista aleXandro Palombo ha reinterpretato il tipico tessuto scialle kefiah, simbolo della lotta palestinese, facendone camicie, gonne…

Si è vista, di tanto in tanto, in passerella. Come accessorio, sulle spalle, magari come foulard o legata alla vita. Fa parte dello chic multietnico che da qualche anno appassiona gli stilisti. Del resto che fosse un «pezzo» storico dell’abbigliamento di tanti giovani (e non) è un dato certo. La kefiah, segno distintivo della lotta palestinese, si vede nei cortei, nelle scuole, nelle strade.

Da anni. Bianconera, biancorossa, biancoblu. «Anche se non si può parlare forse di trionfo vero e proprio, la sua ricorrente apparizione in passerella testimonia la voglia di nobilitare l’arte dell’apparenza (leggi, la moda) con qualcosa di più profondo, aggiornando la vecchia filosofia dell’eskimo con un tocco di frivolezza», si legge sul Dizionario della Moda

Ma lo stilista salentino aleXandro Palombo va oltre. E infatti ha pensato, per l’autunno-inverno 2002-2003, a una donna vestita con la kefiah. Ovvero con il tipico tessuto-scialle a motivi optical e con le frange.

Palombo ha reinterpretato questo tessuto facendone camicie, gonne, abiti e scialli. E poi ricamandolo con mille colori. L’ha tagliata a cravatta, l’ha annodata come foulard, ne ha fatto anche una borsa. Per una donna che ama vestire tra l’etnico e il folk, tra lo chic e il contadino, ma che vuole anche trasmettere messaggi non solo frivoli e modaioli. (15 maggio 2002)

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Alessandro Dalai
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