LA CRISI H&M: -50% DI RICAVI IN TRE MESI

LA CRISI H&M: -50% DI RICAVI IN TRE MESI

Anche H&M è in crisi: complice il lockdown e le severe restrizioni da Coronavirus

La crisi H&M è la prima di una serie di conseguenze da Covid-19. La pandemia non risparmia il fast fashion: dopo Zara, infatti, anche il marchio svedese low cost si trova a fare i conti con ricavi in rosso.

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I conti di Hennes & Maurits fanno tremare il settore della moda low cost perché indice di una crisi che non conosce confini territoriali. Nel secondo trimestre del 2020, infatti, il marchio registra vendite per 28,67 miliardi di corone svedesi (pari a 2,71 miliardi di euro con calo del 50% rispetto al secondo trimestre del 2019. Ad aggravare la situazione economica è stata la chiusura forzata di almeno l’80% dei negozi per controllare l’avanzata del virus che ha mietuto, ad oggi, 428.000 morti.

Le origini del marchio e la sua storia sono consultabili nell’Enciclopedia della Moda di MAM-e.it

Se per i retailer non è periodo florido, le vendite online permettono al marchio di poter ripristinare la produzione. Le chiusure dei negozi, infatti, hanno registrato un aumento delle vendite online con un +36%.

Il brand, ad ogni modo, tiene a precisare che con l’apertura dei negozi, a partire dalla prima settimana di giugno, le vendite sono state del -30% andando a recuperare, così, 20 punti percentuali.

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Il settore moda italiano registra un forte calo della produzione: è il dato peggiore rispetto agli altri Paesi europei. I dati sono sconcertanti. la produzione di pelletteria, pelle e pelliccia perde il 52,1%, l’abbigliamento il 55,1%, la gioielleria e lavorazione di pietre preziose, il 57,4%. Il dato peggiore, è per la calzatura che sfiora quasi il -60% di produzione (-59%).

Infine, solo il 9,1% delle piccole realtà ha continuato a vendere su e-commerce: modalità di vendita che sta prendendo sempre più piede, come confermano i numeri rilevati dalle grandi catene di moda di basso profilo.

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Stefania Carpentieri
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