Moda

La conferenza sulla sostenibilità di Prada: sinergie nel post Covid

“Oggi non si tratta di contrapporre
crescita e decrescita, ma invitare a una riflessione su ciò che è utile e ciò che è inutile e dannoso”, Carlo Mazzi alla conferenza sulla sostenibilità di Prada “SHAPING A SUSTAINABLE MULTILATERALISM”

Il tema della sostenibilità dibattuto da Prada durante la quarta conferenza “Shaping a Future” dal titolo “Shaping a Sustainable Multilateralism”, suggerisce il cammino da intraprendere per migliorare il sistema produttivo e, di riflesso, la salute del nostro pianeta.

A Ca’ Corner della Regina – sede veneziana della Fondazione Prada – si è dibattuto sulla rinascita del soft power, ovvero sulla capacità di attuare nuove norme per addolcire (potere dolce) la globalizzazione tramite risorse quali “cultura, valori e istituzioni della politica”.

Tale teoria, firmata agli inizi degli anni Novanta dal politologo americano Joseph Samuel Nye, Jr., mette in correlazione l’avanzare spedito della globalizzazione con i danni recati alla Terra.

Dunque, nel neocostituito Soft Power Club, ove vi hanno presieduto relatori internazionali dal mondo accademico, delle istituzioni e del business tra cui Mariarosa Cutillo, Stefano Patuanelli, Francesco Rutelli, Ana Luiza M.Thompson-Flores, tema centrale è stato il convincimento. La fermezza nel valutare nuove forme di collaborazione e di multilateralismo al fine di raggiungere obiettivi a scala mondiale quali la salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio culturale in uno scenario post-Covid.

Un momento della conferenza

Industria creativa, ruolo cruciale per la sostenibilità

Durante la conferenza tenutasi a Venezia si è evidenziato il ruolo cruciale dell’industria creativa come protagonista della rinascita del soft power poiché “la crescita di quest’industria si fonda sulla cultura e sulla capacità di interpretare i continui cambiamenti della società.” In questa ottica, ruolo da protagonista è per le Nazioni Unite che si pone come interlocutore tra le imprese al fine di condividere finalità sociali e e ambientali che vadano oltre le finalità economiche.

Il commento di Carlo Mazzi, presidente di Prada S.P.A.

“L’Umanesimo liberale ha portato un grande progresso dei diritti umani e dello sviluppo economico.
Al contempo ha però sviluppato l’individualismo e il consumismo. Oggi non si tratta di contrapporre
crescita e decrescita, ma invitare a una riflessione su ciò che è utile e ciò che è inutile e dannoso.
Se ci guardiamo intorno vediamo numerosissime iniziative che potremmo defnire oasi di fraternità.
Dobbiamo cercare di creare una rete di relazioni per l’integrazione armonica di queste oasi, perchè le
problematiche che offuscano il nostro futuro sono tali da non poter essere affrontate da soli e chiedono
collaborazione e solidarietà”

 

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