LA BALENCIAGA S/S 2020 SEDOTTA DAGLI ANNI ’80

LA BALENCIAGA S/S 2020 SEDOTTA DAGLI ANNI ’80

Accompagnata dalla colonna sonora di un film horror, la Balenciaga S/S 2020 sfila in un’arena parlamentare, come se la PFW fosse una questione di Stato.

Estremizzazione, nostalgia, polisessualità: queste le parole chiave della collezione S/S 2020 di Balenciaga. Un potentissimo revival anni ’80 torna alla Paris Fashion Week sotto il segno di Demna Gvasalia.

I delegati che Balenciaga manda a sfilare nell’arena parlamentare hanno volti severi e, con nonchalance, indossano silhouette oversize, dalle spalle larghe portate all’estremo.

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Tutto è esacerbato. I tagli sono generosi, i tessuti ondeggianti, gli accessori e le geometrie iper vistosi. Sembra di assistere alla sceneggiatura di un film distopico, tra abiti-baloon e uniformi da moda.

La S/S 2020 di Balenciaga rivisita gli abiti che le donne della politica indossano durante le loro campagne elettorali e li rende più squadrati e più ampi, quasi dei bozzoli, in pieno stile Balenciaga.

Abbiamo preso questo tipo di abito da giorno su misura e abbiamo cercato di renderlo cool, con volumi democratici e facili da indossare: non è una sfida semplice, ad essere onesti.

– Demna Gvasalia, Direttore Creativo

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A metà della sfilata, tra pantaloni sportivi in jersey e larghissime giacche scure, la Balenciaga S/S 2020 propone tute super skinny, glitterate e con forti richiami a David Bowie.

Il senso di alienazione si accentua quando guardiamo con attenzione i volti dei modelli. Ecco che i loro zigomi sporgenti, accentuati dalle protesi, e le labbra gonfiate diventano inquietanti, tanto quanto la musica martellante di sottofondo.

Il défilé si chiude con abiti ultronei in crinolina che assomigliano a grandi sagome gonfiabili. Un ritorno alle origini della maison che disegnava abiti da ballo, ispirandosi alla pittura spagnola.

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Dal 1937 ha lavorato a Parigi. Ho visto sette collezioni di Balenciaga subito dopo la guerra, ma non ho mai visto neppure il naso del grande Cristobal affacciarsi da una porta o da una tenda del suo atelier, neppure quando gli applausi e i “bravo” sorpassavano la misura di quel selezionato, composto, educatissimo pubblico.

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Susanna Ferrari
Articoli dell'Autore / Susanna Ferrari

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