ULTIMA SFILATA JEAN PAUL GAULTIER. STORIA, CREAZIONI

ULTIMA SFILATA JEAN PAUL GAULTIER. STORIA, CREAZIONI

Jean Paul Gaultier dice addio alle sfilate ma no alla moda. Ripercorriamo la sua carriera con le sue migliori collezioni

Jean Paul Gaultier, con l’ultima sfilata Haute Couture primavera/estate 2020 chiude la sua carriera dopo cinquant’anni di successi. Il “marinaio della moda“, in passerella, rende omaggio alla sua attività, dagli inizi sino alla fine. Lo show è stato una vera e propria festa accanto alle sue care muse ispiratrici, tra cui Dita von Teese.

Storia di Jean Paul Gaultier

Non ama l’appellativo di créateur. Già nel 1977 è definito, dalla stampa, l’enfant terrible della moda. Nel suo progetto, l’idea del bello viene sanzionata a favore dell’innovazione e dell’inaspettato.

Per Gaultier l’essenziale è ridefinire l’emancipazione della donna e lascia che il suo palcoscenico porti messaggi di riscatto agli omosessuali. Potrebbe, infatti, essere definito il promotore delle sfilate co-ed e gender fluid.

Lo stilista francese è l’antesignano del real people proponendo, in passerella, sia modelli dall’aspetto curato sia brutti e dall’immagine trascurata. A lui, inoltre, si deve la moda del real clothes, introducendo la tendenza etnica ispirata ai “mongoli” e ai “rabbini chic”.

Provocatorio ed eccezionalmente realistico, Gualtier decide di emancipare la sua creatività nel rispetto dei suoi mentori: Jean Patou, Yves Saint Laurent e Cardin.

Il corsetto indossato da Madonna disegnato da Jean Paul Gaultier

Madonna nel celebre corsetto indossato nel 1990

La fortuna di Gaultier, in qualche modo, deve necessariamente essere legata all’immagine forte e vincente della popstar Madonna. La cantante, nel pieno del suo successo, durante il tour Blond Ambition del 1990, indossa il celebre corsetto realizzato dallo stilista francese.

Jean Paul, assieme a Vivienne Westwood e Alexander McQueen, reinterpretano la corsetteria storica rendendola un capo d’abbigliamento esteriore a tutti gli effetti. L’enfant terrible, va precisato, già nel 1983 adotta l’intimo nelle sue sfilate come accade nel 1983 con la collezione Dada con corsetti con coppe esasperate e orietate ai simboli della fertilità africana.

Scopri la storia del corsetto disegnato da Vivienne Westwood.

In passate dichiarazioni, lo stilista afferma di aver disegnato i suoi primi reggiseni usando come modello un peluche quando aveva solo 6 anni.

Un abbozzo di reggiseno con coppe coniche o piramidali è esibito a Parigi, durante la collezione autunno/inverno 1984-85 intitolata Barbès. Il vestito con chiusura a corsetto sulla spalla è realizzato in velluto arancione con goffrature sui coni e su tutti i pannelli cuciti sia sul davanti sia sul retro.

Il corsetto realizzato per Madonna si ispira all’indumento intimo degli anni Cinquanta, il celebre Maidenform, il preferito da Marilyn Monroe.

Mentre il reggipetto realizzato dalla sarta Ida Rosenthal (proprietaria del marchio Madeinform) è realizzato con strati di cotone e cuciture di cerchi concentrici attraversati da cucitura orizzontale, il corsetto firmato da Jean Paul è una vera e propria corazza.

La guêpière è costruita in morbido raso duchessa rosa con coppe cuspidate, cintura in vita e zip frontale.Dall’esibizione di Miss Ciccone, l’industria musicale produce differenti progetti videomusicali ispirati, appunto, a questo celebre indumento.

Durante l’ultima sfilata Jean Paul Gaultier Haute Couture primavera/estate 2020, lo stilista manda in passerella una splendida Irina Shayk con la rivisitazione del corsetto.

Le migliori sfilate di Jean Paul Gaultier

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L’ultima sfilata Haute Couture spring/summer 2020

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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