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Moda

Intervista a Raffaello Napoleone amministratore delegato di Pitti Immagine

Intervista a Raffaello Napoleone sulle  prospettive del comparto moda nel momento dell’uscita dall’emergenza Covid

Abbiamo intervistato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine, da sempre sostenitore dell’enciclopedia della moda sin dalla prima edizione del 1999. Questa intervista sulle sue previsioni per il 2021.

Dopo questi due periodi di lockdown, quali mercati vede in crisi e quali in ripresa?

Abbiamo contato un calo del fatturato del 30%  dopo il doppio stop produttivo nei due periodi di lockdown. Ad eccezione della Cina, che adottando una politica di contenimento molto severa, ha addirittura superato i consuntivi del 2019.In Italia al contrario, il secondo lockdown ha causato  ulteriori perdite rallentando l’auspicata ripresa dei settori del comparto moda in senso allargato.

Il mondo della moda e parallelamente quello di tutti i settori legati alla vita sociale, sono stati colpiti soprattutto dalla mancanza delle occasioni d’uso. L’assenza forzata di cerimonie ed eventi hanno influito sulle scelte personali di acquisto, come ad esempio l’abito elegante nelle ricorrenze. Gli indicatori economici riportano oltre al comparto moda, grandi difficoltà anche in altri settori merceologici. Turismo,  case farmaceutiche e  negozi di calzature  hanno subito drastici ridimensionamenti.

Come sta reagendo Pitti Immagine a questa situazione di crisi dell’area della moda?

A settembre 2020 avevamo sperato in una ripresa , ma la sopraggiunta seconda ondata di contagi ci ha riportato in una situazione ancora più difficile di quella di Marzo.  Non ci sono stati i fondamenti dunque per poter realizzare un nuovo ciclo espansivo. Questo ha provocato un cambio complessivo in tutta la filiera poiché la permanenza forzata a casa e un modo di vestirsi più informale ha  privilegiato uno modello di consumo diverso e dunque la maglieria agli abiti eleganti ad esempio.

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La ripresa Voi di  Pitti Immagine quando e in quali modalità la prevedete?

Prevedo un 2021 ancora difficile: le riaperture dei negozi sono lontane e i tempi di recupero saranno inevitabilmente lunghi, nonostante ciò, ci auguriamo che le campagne di vaccinazione siano effettuate nel modo più veloce possibile. Non è possibile fare una previsione precisa considerando la possibilità passare da una terza ondata pandemica.

Chi tra i vostri associati ha reagito al meglio a questa situazione di crisi?

Tra i nostri 4.500 associati, chi ha in mano la gestione della filiera produttiva, disponendo di tutte le leve per poter reagire con operazioni integrate, è riuscito a reagire meglio in questa situazione di estrema difficoltà. Gli stock di magazzino verranno ripristinati interamente e la parti invendute saranno le rimanenze iniziali del prossimo stagione di vendita. Una soluzione ideale per superare in modo più proficuo questo momento è tessere collaborazioni e partnership tra chi vende e chi produce. Certamente usciremo diversi da questo passaggio epocale e sicuramente con modelli di approccio al mercato più efficienti.

Da ultimo ma certamente , l’aspetto più importante, i comportamenti dei consumatori profondamente cambiati, sia per modelli di consumo che per modalità di acquisto ci proporranno una sfida importante di efficientamento del comparto e della filiera.

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