IL RITORNO DI ROBERTA DI CAMERINO

IL RITORNO DI ROBERTA DI CAMERINO

Roberta di Camerino torna a risplendere grazie a Borbonese

Ottime notizie per i nostalgici della nota Maison italiana. A portare vigore a Roberta di Camerino ci pensa Borbonese con un accordo quinquennale di licenza produttiva e relativa distribuzione mondiale.

I primi frutti della partnership saranno evidenti a partire dalla collezione primavera/estate 2020 quando, la produzione sarà distribuita worldwide. Eccezion fatta, però, di Corea del Sud, Cina e Giappone, escluse dal tentativo di rilancio dell’azienda.

Biografia di Roberta di Camerino

“Marchio della stilista italiana Giuliana Coen Camerino (1920) che ha unito al nome di famiglia quello della figlia Roberta per firmare le borse in velluto a zone verdi, rosse e blu, ricamate in oro e a stemmi, ideate durante l’obbligato soggiorno in Svizzera per sfuggire alle leggi razziali.

Modello di borsa Roberta di Camerino
Borsa a mano retrò

[…] Guido Vergani, racconta: “Era il 1952. Un settembre, a Venezia. Sul motoscafo che dall’Hotel Europa andava al Lido, Elsa Maxwell, la giornalista che aveva fatto del pettegolezzo mondano il suo mestiere, stringeva fra le mani una borsa di velluto rossa e verde, un grazioso bauletto che si chiamava Bagonghi ed era di Roberta di Camerino. All’imbarcadero del Danieli salì l’attrice Eleonora Rossi Drago con la stessa borsa e, incrociando un altro motoscafo, la comare hollywoodiana vide con dispetto un’altra Bagonghi in edizione nera e beige.

Io non mi meravigliai. Ero stata la prima cronista a scrivere di Giuliana e del suo successo in America. Conoscevo la sua storia: la ricca e felice giovinezza a Venezia; la fuga con il marito dalle retate naziste, lei travestita da suora, con il figlio appena nato in braccio, lui travestito da prete e la morte alle calcagna; la prima borsetta per sé, a secchiello, disfando una vecchia borsa; il “me la farebbe anche a me?” di una signora di Lugano; il ritorno a casa e il varo della Roberta di Camerino, appoggiandosi allo straordinario artigianato di Venezia, soprattutto quello delle gondole: per le chiusure e le borchie, gli specialisti degli ottoni; per i velluti, i maestri del disegno a scavo nel tessuto. Giuliana divenne “la dogaressa”. Nel ’56, la premiarono con l’Oscar della Moda, il Neiman Marcus Award“.

(L’intera biografia è consultabile sul Dizionario della Moda di MAM-e.it)

A commentare l’accordo, l’AD di Borbonese, Alessandro Pescara. Le sue parole, colme di fiducia sulla partnership, appaiono una premessa gloriosa per il rilancio del Made in Italy. Secondo Pescara, infatti, il patrimonio storico della griffe sarà riletto in chiave contemporanea ripettandone, però, la sua elitaria identità.

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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