IL RESTAURO DEGLI ABITI DI TURANDOT DEL 1926

IL RESTAURO DEGLI ABITI DI TURANDOT DEL 1926

L’iniziativa di Museo del Tessuto di Prato: un crowfounding salverà, con un restauro, gli abiti della prima del Turandot del 1926

Con il restauro degli abiti di Turandot si recupererà un pezzo importantissimo della nosta storia culturale.

Milano, 25 aprile 1926. Durante la stagione lirica del Teatro alla Scala della città meneghina va in scena l’opera in 3 atti e 5 quadri di Giacomo Puccini.

Dettaglio abito da restaurare

La fatica letteraria, lasciata incompiuta da Puccini – le motivazioni non sono ancora del tutto chiare – vede protagonista il librettista Franco Alfano, chiamato a scriverne il finale.

A Milano, però, sul palcoscenico è proposta la rilettura dei librettisti Giuseppe Adami e Renato Simoni.

Il successo ottenuto a Milano giunge al Metropolitan di New York dove, il 16 novembre dello stesso anno, vanno in scena due prime per la Turandot di Puccini, la prima diretta da Toscanini e la seconda da Tullio Serafin.

Museo del tessuto di Prato: l’incredibile restauro

I costumi andati in scena sul palcoscenico di Milano recano la firma di Luigi Sapelli, meglio conosciuto come Caramba.

Sapelli, che oltre ad essere un apprezzato costumista era anche un illustratore, realizza una serie di costumi orientaleggianti, ricchi di ricami sontuosi e colori vibranti e pregiati come l’oro.

Le restauratrici

Museo del Tessuto di Prato, recentemente, riceve un baule appartenente al soprano pratese Iva Pacetti. Al suo interno sono conservati alcuni monili, parrucche e due abiti conservati in pessimo stato.

Entrambi i costumi, che saranno esposti in una esposizione al Museo del Tessuto di Prato nel 2020, necessitano di un intervento veloce.

In particolar modo, l’opera di restauro interessa l’abito in tessuto operato e interamente broccato con pregiato filo dorato, danneggiato da abrasioni, aloni di sporco e fori.

Per tal motivo, Fondazione del Museo del Tessuto, lancia una raccolta fondi per il recupero di 12 mila euroriservati al suo ripristino.

Cifra che si aggunge ai 15 mila euro donati dalla Regione Toscana.

Il costume ritrovato, questo è il nome della raccolta fondi su Appela, sarà attiva sino ai primi giorni di dicembre 2019.

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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