GucciFest. At the Cafè, fuori il secondo episodio

GucciFest. At the Cafè, fuori il secondo episodio

Guccifest continua. Fuori ‘At the Cafè ‘ il secondo episodio che segue la protagonista fuori dal suo appartamento romano

 


GucciFest, Il festival ideato da Alessandro Michele per la presentazione della nuova collezione Ouverture, continua con il secondo episodio. La nostra protagonista, la poliedrica Silvia Calderoni, esce dal suo appartamento arredato in perfetto Gucci style. Si dirige verso il bar di quartiere, incontra qui la sua amica, interpretata dalla cantautrice e poetessa londinese, è Arlo Parks. L’atmosfera del bar è surreale. Una coppia completamente nuda che conversa, personaggi doppiati in Italiano, un omaggio al cinema d’epoca. Arlo Parks sale nella Citroën Dyane d’epoca con gli amici per fare un giro turistico di Roma, passeranno vicino alle rovine della città, in un continuo dialogo tra presente e passato.

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L’episodio termina con un finale aperto che suscita in noi delle domande, e ci catapulta nel prossimo episodio. Silvia entra nel bagno del locale ma capiamo subito che in realtà si trova in un altro luogo. Apre la porta: siamo in un teatro.

I look della collezione Ouverture

Silvia indossa una t-shirt parlante: 1921, anno della fondazione del brand, ‘L’Aveugle Par Amour’- cieco per amore, frase che Alessandro Michele ha inserito in varie collezioni da quando è il direttore creativo di Gucci. L’amica, Arlo Parks, indossa a tracolla l’iconica Jackie 1961, la it-bag nata per rendere omaggio alla First Lady. Infatti molti dei look che vediamo sono ispirati a capi vintage: il capo in pelle marrone, lo stesso vestito rosso, in plissè di seta, che la protagonista lancia dal balcone nella prima puntata della miniserie. Vestito che si diffonde e si moltiplica, indossato da tanti personaggi che incontriamo in questo episodio. Torna quindi il tema del dialogo tra passato e presente. Altro tema che viene sottolineato è quello del gender fluid, ormai legato a doppia mandata al brand. Un protagonista all’interno dell’auto indossa infatti un look Gucci MX, una serie di capi pensati per l’uguaglianza di genere. Si tratta di una felpa felpa decorata con fiocchi in nastro nero, pantaloni corti rossi e calzini con lo stemma di Chatsworth.

 

GucciFest
photo by Gus Van Sant
GucciFest
photo by Paige Powell

Gli artisti emergenti: un palcoscenico di lucciole

Contemporaneamente a questo secondo episodio, secondo il programma del GucciFest, sono stati pubblicati due brevi film che presentano le collezioni dei due artisti emergenti: Emerland della stilista cinese Rui. Brand di ready-to-wear per uomo e donna che allo stesso tempo svela e amplifica il corpo, un equilibrio poetico tra corpo e abito.

Il secondo lavoro è dello stilista Gui Rosa che presenta ‘Till Death Do Us Ride’. Film ambientato nelle periferie di Londra, un vortice surreale che coinvolge la narrazione e i personaggi. L’ispirazione nasce dagli studi umanistici condotti dallo stilista in Portogallo e dagli angoli più luminosi e caotici della cultura pop.

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