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GucciFest: è iniziato. Uscita ieri la prima puntata

GucciFest: è iniziato. Uscita ieri la prima puntata

GucciFest. La prima puntata della miniserie ideata da Alessandro Michele


Il GucciFest, annunciato il 5 Febbraio, è iniziato. Il primo episodio è stato pubblicato sulle piattaforme prescelte (You Tube Fashion, Weibo e su GucciFest.com) la prima puntata della miniserie ideata da Alessandro Michele e diretta da Gus Vas Sant . Protagonista la poliedrica artista Silvia Calderoni, attrice, performer e danzatrice. L’episodio la segue nell’eccentrica routine mattutina nel suo appartamento di Roma dall’allure vintage. Mentre una band nell’altra stanza sta provando un brano musicale scritto da Kim Gordon, Silvia si perde nei gesti del quotidiano. Fa mangiare i pesci rossi, si lava i denti, indossa un abito, sistema il letto e va a ritirare la posta. Si perde ascoltando un discorso che passa alla tv, è Paul B. Preciado, scrittore e attivista spagnolo.

Gucci Fest
photo by Gus Van Sant
Gucci Fest
photo by Gus Van Sant

 

Ad un tratto però Silvia Calderoni compie un gesto particolare, la scena emblematica. Da una sedia del salotto prende un abito e lo getta dal balcone. Si tratta di un abito della prima collezione di Alessandro Michele, quella Fall Winter 2015. Vestito che, insieme ad altri, è parte integrante della collezione Ouverture e ha quindi l’esclusiva etichetta “Something That Never Ended”. Un gesto che è “ouverture” ,nuovo inizio di qualcosa che non è mai davvero giunto al termine. Mentre il vestito volteggia nell’aria risuonano le note della canzone ‘Therefore I Am’ di Billie Eilish, altra protagonista della serie. Arriva poi un visitatore inaspettato che, girando per casa con una bicicletta, si scambia dolci effusioni con la protagonista.

GucciFest
Una scena del primo episodio GucciFest

 

Ma cosa ci vuole dire Alessandro Michele? Ecco che il mescolarsi di piccoli eventi ritenuti ordinari e abituali diventa occasione per risvegliare, in chi osserva, un mondo di possibilità interpretative. Piccole detonazioni di senso non controllabili. In questa cornice, il film non vuole dire. Non fa proclami. Non annuncia. Piuttosto si pone l’obiettivo di evocare. Queste le sue parole.

Primo episodio che ci aiuta a riflettere su valori di cui il brand si fa portatore. Ma lo fa lasciandoci autonomia di pensiero, non vuole imporre nulla. Gender fluid, libertà di espressione e possibilità di vivere una vita al di fuori degli schemi. Come è, fuori dagli schemi, la decisione di presentare la nuova collezione attraverso un festival, Il GucciFest, connubio tra moda e cinema. Uscire dai ritmi frenetici imposti dal mondo della moda. Decisione presa anche da altri grandi nomi, che dopo la pandemia, hanno deciso di rallentare i ritmi e uscire dal calendario ufficiale della settimana della moda. Giorgio Armani in primis.

GucciFest. Le lucciole- gli artisti emergenti.

Parallelamente al primo episodio sono stati pubblicati brevi film che presentano le collezioni di due, dei quindici, artisti emergenti che il direttore creativo di Gucci ha deciso di supportare ed aiutare ad emergere. Joy, della stilista britannica Priya Ahluwalia che propone abiti futuristici maschili che celebrano le origini nigeriane e indiane della sua famiglia. Un corto diretto da Samona Olanipekun che unisce documentario e narrativa. Viene presentato poi il lavoro Collina Land, che illustra gli abiti della giovane americana Hillary Taymour . Tessuti riutilizzati, stampe psichedeliche e pratiche sostenibili. Dodici modelli diventano avatar di videogiochi in un mondo virtuale. Alessandro Michele paragona questi giovani artisti a lucciole che rischiarano la notte che oggi sembra avvolgere ogni cosa.  Ho pensato allora di farle danzare tutte insieme su un grande palco. Anche quelle meravigliosamente sottili e fragili, che rischiano di rimanere nell’ombra o di non essere ascoltate.

Attendiamo la seconda puntata ‘ In the Café’ che verrà pubblicata oggi, 17 Novembre alle 21:00, su You Tube, Weibo e nel sito GucciFest.

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