Moda

Gucci Aria, la sfilata che segna una nuova epopea della moda

Gucci Aria, un nuovo elemento della moda? Alessandro Michele e la scissione dall’ordinario

Dopo Epilogue, Gucci presenta Aria: la nuova collezione che è molto più di una serie di capi impilati che potremmo trovare sugli scaffali dei negozi.

È un atto liberatorio dall’ordinario, che segna un’inevitabile rivoluzione (o evoluzione) nell’atto della presentazione, resa orfana dalla pandemia da Covid-19 e che avrà, probabilmente, il merito di segnare un nuovo corso della moda.

La storia, dopotutto insegna. Narra, nero su bianco, che sono i visionari a ricorrere a rimedi rischiosi per protocollare un nuovo inizio. Firenze, Milano, Web: questa è l’asse del prêt-à-porter italiano. Beppe Modenese e Giovanni Battista Giorgini; complice la ripresa del mercato italiano, Milano diventa portavoce del Made in Italy in passerella, Firenze espone il miglior campionario nelle fiere; Roma punta sull’Alta Moda.

Sfilate Digitale, qual è il senso? Lo capiremo con Gucci Aria?

Il corso e ricorso della moda. Analogie con il passato? Con Gucci Aria la maison si adegua e migliora il migliorabile. Le sfilate in presenza restano l’emozione di una cavalcata. Il digital è freddo, privo di sudore e sentimento. Per questo motivo, Michele, come un mago, tira fuori dal cilindro un coniglio che è il mal d’essere di questo tempo sospeso e ne ottimizza le fattezze. Un’invettiva, ma sappiamo tutti che il digitale non può restituire tutto il lavoro compiuto dietro una collezione.

Gucci Aria, la sfilata

L’arte cinematografica, con Gucci Aria, fa ingresso dalla porta principale della moda. Per ben 15,27 minuti e grazie a Floria Sigismondi e Michele.

“un’immersione profonda ed estatica in tutto ciò che oggi ci manca ardentemente … un giubileo di respiro”

Savoy Club: le luci dell’insegna non vanno ad intermittenza come nei peggiori ritrovi inglesi. E Guccio Gucci, un tempo liftboy, lo sa bene. Immaginate, dunque, che un’asettica sala, orfana di figuranti, accolga una sfilata. Non una qualunque. Ma quella attesa di Gucci. Di Alessandro Michele e viceversa. Flash. Quelli dei fotografi. Ma mancano i fotografi in sala. Cavallerizze, genderless, vintage: e se vogliamo anche parte di un archivio storico inestimabile. Mix and match di stili: tailleur sartoriali, stivali da equitazione e uomo e donna che si scambiano i vestiti (oppure i ruoli, nella vita). Anni Ottanta e velluto, spalle larghe: perché nella vita di tutti i giorni ne abbiamo bisogno. Rocker da palcoscenico e abiti vintage ritrovati in mansarda: Alessandro fa un salto nel tempo. E tanta logomania. Sahariane ed equitazione, si ritorna a scrivere. E poi piume, faux fur ed effetti sparkling perché, dopotutto, anche un po’ di vanità non guasta (e ne abbiamo bisogno).

 

Ken Scott e Balenciaga: nuove suggestioni in Gucci

Life is a flower. Almeno per Ken Scott e Gucci. Una collaborazione che sboccia come una primavera. Ready-to-wear e accessori che esplodono grazie ad un archivio storico ricco di suggestioni.

Scopri la collezione qui.

Gucci e Balenciaga, collaborazione per il centenario della griffe fiorentina?

Nessuna conferma, nessuna smentita. Una suggestione? Alessandro Michele e Demna Gvasalia assieme? Probabile. Ma come potrebbero convivere due maison agli antipodi? La capsule Balenciaga-Gucci potrebbe arrivare dopo la fortunatissima partnership tra Gucci e North Face. Semplice, basta osservare la collezione Aria, per capirlo.

 

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