FONTANA MILANO 1915, IL LUSSO DELLA TRADIZIONE

FONTANA MILANO 1915, IL LUSSO DELLA TRADIZIONE

Da oltre un secolo, Fontana Milano 1915 produce pelletteria come manufatti di gran pregio

1915. Sull’Italia incombe il terrore della prima guerra mondiale. Tra i fatti nefasti, di distruzioni e povertà, alcuni artigiani e imprenditori italiani riescono a non perdersi d’animo e il frastuono dei bombardamenti diventa per loro motivo di “rinascita”. Questo accade a Fontana Milano 1915 che, dalle rovine, attivano un ciclo di produzione fiorente, destinato a forgiare il pregio della produzione Made in Italy.

La storia del marchio italiano sboccia come un fiore tra le macerie del conflitto per intuizione di Guido Pieracci (classe 1896) nonno materno di Michele e Paolo Massa.

Manifesto Fontana 1915 rosa shocking
Manifesto Fontana 1915 di viale Lazio, Milano

La ditta Fontana non è altro che un piccolo laboratorio di pelletteria in quel di Firenze, presso civico 5 di via Porta Rossa.

Al suo interno ci lavorano non più che una decina di maestri artigiani, tutti dediti alla progettazione, allo sviluppo del prototipo e alla realizzazione del prodotto finale.

Nel centro storico di Firenze, città che pullula di artisti dalla creatività nobile, Pieracci e la sua famiglia crea un polo produttivo al quale affianca anche un negozio per vendere la mercanzia e la dimora.

Figura poliedrica del panorama artistico e intellettuale di inizi Novecento (Pieracci è stato un giornalista, pittore e artista), l’imprenditore si dedicò in un primo momento alla realizzazione della piccola pelletteria come posacenere e thermos rifiniti in pelle.

Solo successivamente, infatti, la linea Fontana 1915 si estende anche ad altri rami della pelletteria.

Il trasferimento a Milano

Siamo nel 1945, anno che scrive la conclusione del secondo conflitto mondiale. Guido segue l’idea di far migrare il polo logistico a Milano, compresi anche gli stessi artigiani.

Milano, crocevia del commercio con gli Stati confinanti e salotto buono della borghesia nazionale, diventa il trampolino di lancio del marchio.

Il suo sviluppo, che si innesta al concetto di lusso raffinato, riprende da Viale Lazio, con il medesimo modo di fare impresa, ossia “Casa e Bottega“.

Borsa shopper in pelle
Capiente borsa in pelle firmata Fontana 1915

Lully Pieracci, primogenita di Guido, conosce il giovane Carlo Massa e convolano a nozze.

Massa è un uomo colto, amante dei viaggi e bramoso di scoprire nuove culture, nonché abile rivenditore di macchine da scrivere Olivetti. Cogliendo la sua forte intraprendenza, Guido lo inserisce nel suo team permettendo un’internazionalizzazione del marchio Fontana 1915.

Nel 1954, la griffe lancia la sua prima linea di borse venduta, dal 1961, anche in Giappone.

Nel 1970, oramai conscio delle capacità imprenditoriali del genero, Guido Pieracci lascia l’azienda di famiglia.

Nello stesso anno, grazie ad una continua espansione del marchio, si rende necessario il trasferimento della sede che, da Viale Lazio, trasloca in via Trebbia in una struttura ampia 4.500 mq.

Nel 1979 entrano in azienda i figli Michele e Paolo costretti, dopo aver lavorato a stretto contatto con gli artigiani, a prendere le redini dell’azienda in seguito alla prematura scomparsa di Guido.

Nel 1981, lo scultore e incisore Giò Pomodoro (all’anagrafe Giorgio Pomodoro) disegna il logo della Maison, lo stesso che decora la chiusura gioiello delle borse.

Il ritorno a Firenze di Fontana Milano 1915

Oggi, la griffe, presenta un’unità produttiva a Firenze, là dove tutto ebbe inizio.

All’interno dell’azienda oggi lavorano oltre 300 collaboratori tra dipendenti diretti e indotto.

Nel corso della sua lunga vita, l’azienda non ha mai perduto il suo fascino artigianale forgiato dall’utilizzo di materie prime di alto pregio.

Il design contemporaneo e accattivante ha attratto file di volti celebri come Naomi Campbell, Afef (a lei è stata dedicata una borsa) e Carla Bruni Sarkozy che hanno personalizzato le loro bag.

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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