EMERGENZA CORONAVIRUS, CANCELLATE LE SFILATE CRUISE: LA MODA PUÒ, E DEVE, RIPARTIRE

EMERGENZA CORONAVIRUS, CANCELLATE LE SFILATE CRUISE: LA MODA PUÒ, E DEVE, RIPARTIRE

EMERGENZA CORONAVIRUS , CHANEL RIMANDA LA SFILATA REPLICA

Emergenza coronavirus, Chanel decide di rimandare il suo progetto di replica della collezione ‘Paris 31 rue Cambon, Métiers d’art’. La sfilata sarebbe stata una ripetizione di quella gia svoltasi al Gand Palais di Parigi il 4 dicembre scorso. Lo show Replica, che avrebbe dovuto svolgersi a Londra il 4 giugno. 

La sfilata di Londra sarebbe stata una replica di quella già svoltasi a Parigi lo scorso dicembre, la casa di moda aveva in programma di portare anche a Pechino, prima di fare un brusco dietrofront la causa della pandemia da coronavirus.

Per il momento  però Chanel non si è pronunciata a proposito della sfilata della collezione Cruise, in calendario il 7 maggio a Capri.

DIOR_SPRING-SUMMER_2020
DIOR_SPRING-SUMMER_2020

ANCHE DIOR RINVIA LO SHOW RESORT DI LECCE

Anche la maison francese Dior si è vista costretta a cancellare la sfilata della cruise, fissata il 9 maggio a Lecce in Puglia, regione di origine del direttore creativo di Dior Maria Grazia Chiuri, rimandata a data da destinarsi a causa sempre dell’epidemia di coronavirus.

IL CORONAVIRUS BLOCCA LE SFILATE CRUISE

Armani ha spostato a novembre la cruise di Dubai del 19 aprile, Versace ha cancellato quella negli Stati Uniti. Gucci aveva già seguito l’esempio di Prada annullando la sfilata di San Francisco del 18 maggio, sempre cruise.  Anche Max Mara annulla la sfilata a San Pietroburgo, molti appuntamenti riguardanti il mondo del fashion sono stati annullati a causa del coronavirus, una serie di marchi hanno detto no alle passerelle cruise che dovevano tenersi all’estero. La moda si ferma per evitare l’avanzamento del virus nelle altre nazioni.

LO STOP GENERALE NEL MONDO DELLA MODA

Il settore moda italiano in questo momento vive problematiche su diversi fronti: non è il solo blocco delle presentazioni cruise ma ci sono anche, da una parte il calo di produzione, dall’altra quello della domanda. Con i negozi chiusi definitivamente, in seguito al decreto annunciato l’11 marzo, che impone l’apertura in tutta Italia dei soli rivenditori di beni di prima necessità, come farmacie e alimentari – fino al prossimo 3 aprile lo shopping subisce un’evidente e necessaria frenata, dato che è un bene non indispensabile.

emergenza coronavirus Carlo Capasa
emergenza coronavirus Carlo Capasa

CORONAVIRUS COME LA MODA PUÓ RIPARTIRE

É necessario fare il massimo, seguendo tutte le normative in modo da far si che la situazione possa tornare alla sua normalità nel minor tempo possibile. Carlo Capasa, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana: pensa al dopo isolamento , alle strategie e riflessioni per la ripresa. ispirandosi anche al modello Cinese.Da come la Cina ha reagito all’emergenza si può apprendere qualcosa per fronteggiare la crisi.

IL MODELLO-CINA

il “modello-Cina” si traduce in rispetto delle regole e in sperimentazione. I grandi retailer online – TMall (di proprietà di Alibaba), Secoo e JD.com – inaugurano il live streaming con i brand del lusso che rivendono sulle loro piattaforme: nei negozi chiusi al pubblico i venditori si trasformano in assistenti virtuali, per uno shopping online che si trasforma in un’esperienza articolata e su misura. Una pratica che potrebbe essere applicata anche ai retail italiani. L’ industria italiana della moda, può e deve ripartire.

MILANO MODA E CORONAVIRUS: UN BINOMIO ASPRO E DISSONANTE

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Daniela Carusone
Articoli dell'Autore / Daniela Carusone

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