DIOR PRIMAVERA ESTATE 2020: CATHERINE E LA SOSTENIBILITÀ

DIOR PRIMAVERA ESTATE 2020: CATHERINE E LA SOSTENIBILITÀ

L’omaggio a Catherine Dior, la sostenibilità, la bellezza di un giardino fiorito… la primavera estate 2020 della griffe francese

Il mondo ha bisogno di uno scossone. Maria Grazia Chiuri lo sa bene: oggi spetta alla moda prendere una posizione. E la collezione Dior primavera/estate 2020 non è solo glamour e grazia.

C’è una sedicenne, tale Greta Thunberg che scuote la coscienza di molti. Una ragazzina al quale hanno rubato i sogni.

Lo ha urlato al vertice ONU sul clima che si è tenuto il 23 settembre a New York. “Tutto ciò è sbagliato. Dovrei essere felice, dovrei andare a scuola dall’altra parte dell’oceano. Invece chiedete speranza a noi giovani, come vi permettete? Avete distrutto i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote. E io sono fortunata, le persone soffrono, muoiono. Interi ecosistemi stanno collassando, siamo all’inizio di un’estinzione di massa e tutto ciò di cui riuscite a parlare sono i soldi e la crescita economica interna. Come vi permettete?

Il suo discorso, oggi ripreso dalle maggiori testate giornalistiche e diffuso in modo capillare sui Social Network, dovrebbe essere da monito a tutti i grandi della Terra e smuovere le coscienze di ogni singolo individuo.

In questi tempi ci chiediamo se lo sforzo profuso da molte aziende di moda sulla sostenibilità sia davvero concreto o se non sia solamente uno specchio per allodole per ogni singola azienda.

Green, eco-friendly, sostenibilità: quanto c’è di vero nella moda?

La carta ONU sul Clima, firmata da quaranta marchi di moda, è un tentativo a far quadrato sulla situazione. Ma non basta certo lo show di una collezione, quotato per plastic free, a dire che tutto procede per il verso sperato.

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Dior, peraltro, non è tra i firmatari del patto. Non lo è l’intero gruppo di Bernard Arnault, LVMH.

L’ecosostenibilità di Dior è una messa in scena?

Chi può saperlo? Non possiamo sapere quanto la produzione interna sia ecocompatibile ma il tentativo di un approccio eco-friendly si compie con la sfilata spring/summer 2020.

#PlantingForTheFuture è l’hashtag lanciato dalla Maison francese per lo spettacolo primavera/estate 2020.

Centosessantaquattro alberi che ricreano il giardino, provenienti da Atelier Coloco, saranno reimpiantati a Parigi.

Lo show è progettato con una politica a zero spreco con un set 100% riciclabile e arredato senza l’ausilio di plastica.

L’ispirazione nel giardino fiorito

Catherine Dior, sorella del celeberrimo sarto francese, ispira Maria Grazia Chiuri.

L’intera famiglia, a partire da Christian, è rapita dall’arte del giardinaggio. Le rose coltivate nella villa di Granville hanno ispirato la linea a Corolle presentata per la prima volta il 12 febbraio del 1974.

Il legame tra i due fratelli è davvero forte. Una stima reciproca e un sentimento profondo li legherà per la vita, soprattutto quando, nel dopoguerra, Catherine fa perdere le proprie tracce. La fragranza Miss Dior – la prima dell’azienda – è un omaggio alla sorella, quella donna protetta dal dittatore garbato della moda.

Ed è proprio grazie a Miss Dior che la Chiuri disegna una collezione dal forte appeal, coraggiosa e romantica al contempo.

Gli abiti sono un guardino fiorito con corolle stampate e, talvolta, ricamate da fili pregiati e strass.

Torna in passerella il toile de jouy e il pied de poule. La giacca Bar perde la sua forma a clessidra per promuovere una foggia più aderente.

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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