DIOR HOMME FW20, UNA COLLEZIONE CON I “GUANTI”

DIOR HOMME FW20, UNA COLLEZIONE CON I “GUANTI”

Kim Jones tratta la collezione Dior Homme con i “guanti”

La collezione autunno/inverno 2020-21 Dior Homme, disegnata da Kim Jones, stabilisce una connessione ben chiara con il passato.

Gli archivi, come è evidente dai look esibiti in Place de la Concorde, indagano su alcuni degli elementi chiave che hanno sancito il successo della Maison che fa a capo del gruppo di lusso LVMH. Ovvero il tessuto Toile de jouy della cravatta e la celeberrima “stampa giornali” di John Galliano (anni 2000) della camicia..

Quella raccontata da Jones è la storia, probabilmente, di un ricco impresario. Un uomo d’affari che veste con austerità ma che non rinuncia a dettagli frou frou come il berretto in lana decorato da perle. Pernula, peraltro, che decora anche lo spillone.

Un progetto creativo equilibrato, intelligente, dettato da un’armonia delle forme. La silhouette, infatti, è predominata da linee nette, dritte, che solo sporadicamente si lasciano “sopraffare” da volumetrie più coraggiose.

Così, in passerella scendono smoking sartoriali, giacche in pelle aviator style, trench e montgomery.

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Anche l’uomo indossa i guanti per la Dior Homme.

Segno di austerità e alto livello sociale, i guanti per uomo erano utilizzati sin dai tempi degli antichi egizi. Si pensi, infatti, che questo lussuoso accessorio è stato rinvenuto nella tomba di Tutankamon.

Per la collezione uomo autunno/inverno 2020-21, la Dior Homme li propone lunghi fino a metà braccio e decorati, sull’orlo, da preziose perle. Segno che la moda  non è nettamente “di genere” ma che trova evoluzione nei piccoli dettagli in uso dall’altro sesso.

 

La voce Christian Dior è consultabile sull’Enciclopedia online di Mam-e.it

“La morte della madre ed il fallimento dell’azienda paterna, gli cambiarono la vita, rendendo la sua giovinezza tormentata.

Nel ’34 si ammalò seriamente di tubercolosi. Dopo un anno di convalescenza in Spagna, tornato a Parigi, cominciò a collaborare alle pagine di moda del settimanale Le Figaro Illustré. Inoltre si cimentò con il disegno di cappelli, iniziando a vendere schizzi di abiti e di accessori a diverse case di moda.

Questo periodo di instabilità durò 7 anni, fino al momento in cui trovò un lavoro stabile alla maison Piguet. Uno dei sui primi successi fu una gonna molto ampia adatta anche per il giorno.”

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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