CORONAVIRUS VS ECONOMIA: ORA SPAVENTA L’IMPATTO SULL’ECONOMIA

CORONAVIRUS VS ECONOMIA: ORA SPAVENTA L’IMPATTO SULL’ECONOMIA

CORONAVIRUS VS ECONOMIA

Il coronavirus Vs economia: Ancora una volta, purtroppo, la moda è stata più avanti di tutti. É stata lei a lanciare il primo campanello d’allarme per il Coronavirus, quando durante la Fashion Week di Milano di febbraio si erano presentati la metà dei buyer asiatici e Giorgio Armani aveva organizzato la sua sfilata a porte chiuse. Quei giorni gli analisti previdero un impatto negativo sul settore da 100 milioni di euro. Un mese dopo, è il momento di rivedere cosa accade.

ARMANI
RE GIORGIO

GLI EFFETTI DEL  CORONAVIRUS SULL’INDUSTRIA DELLA MODA

Tutte le fiere sono state cancellate, tra cui il Mido che è il più grande evento internazionale di occhiali. Il Salone del Mobile di Milano da fine aprile è stato rinviato a giugno, dal 16 al 21. Gli stilisti hanno rimandato i loro grandi eventi previsti all’estero. I negozi rimarranno chiusi fino al 3 aprile. Forse la cosa economicamente più impattante, è l’interruzione della filiera produttiva.

A rischio 60 mila posti di lavoro, pericolo chiusura per 15 mila imprese.

MIDO
MIDO

IL CORONAVIRUS INTERROMPE LE FILIERE

 Gli stabilimenti cinesi stanno producendo molto meno. La Cina è uno dei maggiori fornitori di prodotti e materie prime per le grandi case di moda. Non produce solo vestiti, ma anche singoli elementi come bottoni o cerniere.

A causa del Coronavirus, è stata costretta a chiudere o rallentare la produzione in molte sue fabbriche, tra cui quelle che ovviamente producono vestiti o parti di vestiti (come i bottoni, per esempio). «Il tessile-abbigliamento sta sperimentando cosa vuol dire trovarsi a corto di materie prime», ha spiegato Fabrizio Dallari, professore ordinario di Logistica alla Libera Università Carlo Cattaneo. «Il distretto cinese di Prato, paradossalmente, è fermo perché non ha più tessuti».

IL MODO DELLA MODA RISPONDE AL BLOCCO IN DUE MODI

Il primo è quello delle donazioni. Gruppi come Etro, Kering, Lvmh, Bulgari, Armani hanno tutti versato milioni di euro agli ospedali italiani.

Il secondo, facendo potenziamento dei canali di vendita online. Molti negozi multimarca stanno sperimentando gli ordini a distanza. Jean-Paul Agon, Ceo di L’Oréal, ha spiegato che a febbraio le vendite dei suoi marchi su Alibaba sono state superiori a quelle del 2019.

Tina Ting, direttore marketing dell’azienda calzaturiera Allbirds, afferma che il traffico del marchio su Alibaba è aumentato costantemente dopo lo scoppio dell’emergenza e che la crescita delle vendite online è stata stabile.

Inoltre il Governo ha già stanziato 25 miliardi per fronteggiare l’impatto e si prepara a nuove misure straordinarie. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha parlato proprio questa settimana per la prima volta di una “possibile rilevante contrazione del Pil in media d’anno“.

EMERGENZA COVID-19: LA MODA RISPONDE

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Daniela Carusone
Articoli dell'Autore / Daniela Carusone

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