Moda 2020
Moda

Come è cambiato il mondo della moda nel 2020

I cambiamenti che hanno coinvolto la moda nel 2020, un anno che ricorderemo

La moda è lo specchio della società e come tutti noi, in questo 2020, è stata travolta dall’emergenza sanitaria. La pandemia ha accelerato alcuni dei cambiamenti già in atto, come l’investimento di risorse nel digitale e una maggiore attenzione verso il prodotto che acquistiamo. Il settore moda è infatti responsabile del 10% dell’inquinamento globale e sembrerebbe essere secondo solo al settore dei trasporti aerei. Il nostro modo di acquistare, le nostre abitudini in campo fashion, si riflettono sulla salute del nostro pianeta. Ma i cambiamenti sono tanti e coinvolgono diversi ambiti, vediamoli insieme.

Moda 2020: Il calo delle vendite

Secondo il report annuale di Altagamma, il settore del lusso è stato vittima di un calo senza precedenti, registrando un -23% per i beni di lusso personali. Il report tuttavia auspica una ripresa di circa 14% per il prossimo anno. Fondamentale sarà la capacità delle imprese di reagire ai cambiamenti in atto, sfruttando al meglio le possibilità offerte dal presente.

Moda 2020: La sostenibilità

moda 2020
La sostenibilità nella moda

Maggiore attenzione al prodotto

La pandemia ha instillato in ognuno di noi una nuova consapevolezza che si traduce in una maggiore attenzione verso ciò che compriamo. Crescono infatti gli acquisti di prodotti di realtà medie e piccole, che fanno della comunicazione il loro punto di forza, offrendo una totale trasparenza sui materiali e sulle fasi di produzione. Brand attenti all’impatto ambientale di tutta la filiera, dalle prime fasi della produzione all’arrivo al consumatore. Esistono a questo proposito delle app specifiche per gli acquisti sostenibili, come Goodonyou che cataloga i brand in base al grado di sostenibilità.

Secondhand

Aumentano del 104% le ricerche relative agli abiti di seconda mano. Il vintage è la vera tendenza del 2020. Sono tanti i brand che hanno siglato accorti con le piattaforme e-tailer specializzate nella vendita di secondhand. Gucci con The Real Real, ma anche Zalando e Cos aggiungeranno una sezione dedicata ai vecchi capi. Ma il vintage coinvolge anche l’estetica dei pezzi proposti dai brand. Dal recupero di pezzi iconici dal proprio heritage (come la Jackie 1961 di Gucci, la cui ricerca è cresciuta del 235%) all’iniziativa di  Dior. La maison omaggia l’artista newyorkese Daniel Arsham con un paio di Jordan, frutto della collaborazione tra i due brand, che diventano l’oggetto della sua performance. In accordo con il suo stile le invecchia e le usura in ogni piccola parte, mediante quello che è stato definito anging process. Sarà questa l’estetica che dominerà il 2021?

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La nuova Jackie 1961

Upcycling

Crescono le iniziative di riciclo di materiali di scarto. L’ultima del 2020 la capsule collection di Miu Miu. Sono stati recuperati abiti senza marchio risalenti al periodo che va dagli anni ’30 agli anni’80, rielaborati e arricchiti da dettagli emblematici del brand. Nasce così una collezione di 80 pezzi, venduti in esclusiva in nove boutique selezionate. Il progetto si è poi allargato coinvolgendo anche Levi’s, con una capsule che sarà lanciata la prossima primavera.

Miu Miu Upcycled
Miu Miu Upcycled

Pre ordine

Alcuni brand si sono esposti a favore di una produzione più coscienziosa, mettendo in pratica il pre-order. Si produce solo quello che è stato precedentemente richiesto dal consumatore. Questo permette di ridurre l’impatto ambientale, eliminare il rischio di accumulare prodotti invenduti e contenere una serie di costi. Strategia promossa in primis dai brand medi, che a fronte della crisi e  con minori disponibilità finanziarie, si trovano a dover elaborare nuove strategie per sopravvivere.

La moda nel 2020: Digitale

E-commerce

Il digitale è ormai parte essenziale della nostra esistenza. La moda si serve del digital in tutte le sue fasi, dalla progettazione alla commercializzazione dei prodotti. Durante questi mesi tante le realtà che hanno deciso di investire nell’e-commerce chiudendo tanti punti vendita. É questo il caso del gruppo Inditex che ha abbassato le serrande di 1200 negozi. La riorganizzazione del business si è rivelata la strategia vincente. Infatti, nonostante le previsioni, il fast fashion ha registrato numeri importanti. Caso contrario quello di Primark, catena irlandese di moda low-cost, che ha proseguito con la sua politica di rinuncia all’e-store e sopravvive nonostante le chiusure imposte dal lockdown.

Moda 2020
e-commerce zara

Sfilate digitali

Gli eventi in presenza sono stati inizialmente annullati per approdare poi nell’universo del web. Nuovi canali di comunicazione e nuovi linguaggi: Twitch, tik tok e i videogame. La realtà aumentata di Gcds, il videogame di Balenciaga e il Guccifest di Alessandro Michele. Il Direttore creativo di Gucci decide di farsi guidare dal desiderio di raccontare storie e di non imbrigliare la sua creatività all’interno dei ritmi frenetici imposti dal calendario ufficiale. La scelta del digitale non vuole tuttavia eliminare la speranza di tornare agli eventi in presenza. Ce lo ricorda  Bottega Veneta che decide di presentare la sua Spring Summer 21 con un evento con pochi ospiti per poi trasmetterlo successivamente online per tutti. Una sinergia tra fisico e digitale. Il digital può quindi essere visto come un opportunità di apertura del mondo della moda, a favore di una maggiore inclusività.

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Bottega Veneta SS 2021

Moda 2020: La Cina

Tutto è iniziato in Cina, ma è dalla Cina che arrivano i primi segnali di ripresa. Il mercato cinese è in rapida ripresa e si conferma il futuro del mercato del lusso. La famiglia Agnelli, con la sua holding Exor, non si è lasciata sfuggire l’occasione e decide di acquisire la maggioranza della griffe Shang Xia. Sulla stessa linea d’onda la scelta di Moncler di spostare il progetto Genius, che si è sempre svolto a Milano. Ma anche di Dior, che con la collezione Men Spring/Summer 2021, decide di omaggiare l’artigianalità cinese. C’è poi Louis Vuitton che debutta con la sua mostra itinerante dall’epicentro della pandemia, Wuhan.

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Moncler Genius 2020

Moda 2020: Le tendenze

Parola d’ordine: comfort! Abiti confortevoli e accoglienti, il cosiddetto leisurewear, il protagonista della moda del 2020. Abbiamo trascorso la maggior parte del tempo in casa e questo si è tradotto con un aumento della ricerca dei pantaloni da tuta del +231% rispetto all’anno precedente. Come riporta l’annuale reportage di Lyst, cresce l’interesse per il cottagecore, lo stile rurale che ci riporta in una dimensione di serenità e pace. Le ricerche di amuleti e gioielli contro il malocchio sono cresciute del 58% dopo che Meghan Markle è apparsa in pubblico con una collana contro il malocchio. Insomma abbiamo passato il 2020 alla ricerca di di confort e serenità e i nostri acquisti lo dimostrano. Dopo un anno passato in tuta si presume che non vedremo l’ora di sfoggiare look eleganti e sofisticati, come successe nei ruggenti anni ’20. Nel 2021 pretenderemo dai più dei brand, saremo più attenti ai valori trasmessi e strizzeremo l’occhio ad una moda genderless.

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