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Cinque brand emergenti e sostenibili alla Milano Fashion Week 

Cinque brand emergenti e sostenibili  da tenere sott’occhio alla Milano Fashion Week

La moda prova a ripartire e tra brand emergenti e grandi nomi, il 18 giugno prenderà il via la Milano Fashion Week Men’s Collection Primavera/Estate 2022. La Kermesse che terminerà il 22 vedrà il susseguirsi di 48 appuntamenti, 12 presentazioni e 12 eventi. Presenteranno le loro collezioni 65 brand, tre dei quali sfileranno in presenza (Dolce & Gabbana, Etro e Giorgio Armani con un doppio appuntamento) in un tentativo di ritorno alla normalità che sembra ormai una certezza per l’edizione di settembre. Continua inoltre il progetto Designer for the Planet, l’iniziativa che, giunta alla terza edizione, raccoglie alcuni tra i designer emergenti che si distinguono per la loro attenzione al tema della sostenibilità.

Ecco la nostra top five  dei brand emergenti che strizzano l’occhio alla sostenibilità e che presenteranno le loro collezioni durante la  Milano Fashion Week.

1)Kids of broken future

Kids of broken future abbreviato KOBF, è un brand di moda fondato nel 2018 a Milano dalla coppia Elbio Bonsaglio e Martha Sanchez. Il marchio nasce come una critica sociale al comportamento dell’uomo nei confronti dell’ambiente. Un approccio irriverente e rivoluzionario che vuole allontanarsi dal presente per rappresentare la società del futuro in cui i ragazzi vogliono differenziarsi dalle masse di adulti indifferenti al cambiamento. Come riferimenti il brand guarda all’arte e alle subculture degli anni ’70, ’80 e ’90 e al mondo dello skate, del rap e del movimento punk e dello stile grunge. Propone un’estetica di rottura grazie anche alla numerose collaborazioni con artisti di tutto il mondo. Inoltre, Kids of broken future propone capi “no gender” con l’esplicita volontà di mettere in discussione dogmi e pregiudizi della società.

Kids of broken future brand emergenti Milano
Kids of broken future SS21

2)Marcello Pipitone

Brand fondato dall’omonimo stilista Marcello Pipitone. Neodiplomato allo IED, il giovane stilista è stato inserito nello speciale di Vogue Talents nel febbraio 2021. Il suo lavoro si caratterizza per un approccio sostenibile alla moda, con un focus sulla realizzazione dei pantaloni che spesso realizza a partire da vecchi jeans che decostruisce, trasforma e customizza. Il suo è un progetto che parte dal riciclo di tessuti, scarti di fabbrica o pezzi recuperati dai clienti, che assembla e lavora per creare qualcosa di nuovo. In questo modo spera di possa superare il concetto di innovazione legata unicamente a qualcosa di nuovo, perché per i clienti l’importanza si è spostata: non si tratta più solo di bellezza, ma di come si ottiene quella bellezza.

Marcello Pipitone

3) Marrakshi Life

Marrakshi Life è un brand lanciato nel 2013 da Randall Bachner. Dopo un viaggio illuminante a Marrakech, decide di approfondire la moda da un nuovo punto di vista: nasce Marrakshi Life, un brand che unisce la tradizione tessile marocchina e l’estetica urban di New York. Il punto di partenza è sempre il tessuto, realizzato a mano da sarti e tessitori locali attraverso dei telai in legno. Una comunità di artigianati locali che, nell’atelier di Marrakech, lavorano per un obbiettivo comune: creare degli abiti gender neutral dalle linee fluide e dai colori che ricordano il deserto. L’ispirazione nasce sempre da un viaggio, da una palette di colori di un’opera d’arte.

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4) Goog Good Good

Fondato nel 2016 a Cape Town da Daniel Sher, il marchio Good Good Good nasce dalla volontà di elevare lo streetwear moderno. Utilizza tessuti di alta qualità e pratiche sartoriali classiche, il tutto in un’ottica totalmente sostenibile. Le collezioni sono prodotte nel rispetto dell’ambiente a partire dall’acquisto dei tessuti. Infatti, valuta l’impatto ambientale in ogni fase del processo di produzione. L’identità del marchio è ben definita e riconoscibile. Le collezioni presentano forme squadrate e combinazioni ironiche per capi comodi pensati per la quotidianità. Dominano colori audaci e vivaci che ricordano i paesaggi africani.

Good Good Good

5) Simon Cracker

Il marchio Simon Cracker viene fondato nel 2010 dallo stilista Simone Botte. Il nome del marchio prende ispirazione dalla parola “crack”. La distruzione è un concetto fondamentale per il brand, significa distruzione, rompere qualcosa di inutile per dargli nuova vita. Simon Cracker propone una linea di abbigliamento e accessori unisex dall’estetica impertinente, che turba e che suscita forte emozioni. Uno stile che affonda le radici nell’infanzia del designer, fonte primaria di ispirazione creativa. Disegni stilizzati e infantili compaiono su t-shirt e accessori; talvolta prendono forma diventando dei bijoux.

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