CHARLES JAMES, IL DIMENTICATO SCULTORE DELLA MODA

CHARLES JAMES, IL DIMENTICATO SCULTORE DELLA MODA

Charles James era definito “lo scultore della moda” ma il sarto inglese rimane a molti sconosciuto

Charles James (all’anagrafe Charles Wilson Brega James) fu definito dalla stampa internazionale, lo scultore della moda.

Lo stesso appellativo fu riservato a Azzedine Alaïa, scomparso di recente a solo settant’anni dopo una caduta che lo ha indotto prima al coma e poi al decesso.

James, a differenza del più noto couturier franco-tunisino, visse nell’ombra di se stesso.

Nato in Inghilterra il 18 luglio del 1906, il designer tentò la via del successo in America, una volta raggiunta la città di Chicago nel 1926.

Approdato in terra straniera, aprì un salone di parrucchieri ma ben presto, la sua passione per la moda, lo spinse a presentare la sua prima collezione a New York.

Nel 1940, dopo una lunga gavetta, aprì la sua casa d’Haute Couture.

Fu notato da Elisabeth Arden che, rapita dalla complessità delle sue creazioni, gli offrì uno spazio presso casa Arden in Fifth Avenue.

Ma perché sia James che Alaïa furono definiti “scultori della moda”?

Entrambi avevano sicuramente un approccio intellettuale nei confronti del mestiere intrapreso.

Charles James
Charles James, Butterfly Dress, fotografato da Cecil Beaton, 1954

Azzedine, ad esempio, studiava il modello direttamente sul manichino. Scolpiva le forme dell’abito attraverso tagli che modellavano le forme sinuose delle donne.

Allo stesso modo, anche Charles poneva massima attenzione sulle sue creazioni.

Era talmente ossessionato dal suo lavoro che per un singolo capo poteva impiegarci anche mesi di impegno.

Prediligeva stoffe come il satin-duchesse, il velluto e il faille di seta per le asimmetrie dei suoi favolosi abiti.

Utilizzava combinazioni di colori inusuale, talvolta anche discutibili: rosa cipria e zenzero,melanzana e albicocca.

La sua donna era un fiore, una splendida orchidea.

Le sue creazioni, con drappeggi eleganti e silhouette insolite, erano definite geniali.

La sua giacca con maniche a palloncino sembra, inoltre, abbia ispirato Monsieur Christian Dior per il suo New Look.

L’abito Butterfly attesta questo suo acume. Metri di tulle che scivolavano dall’altezza fianchi su uno strascico che imitava, appunto, le ali di una farfalla. Un movimento sul dietro che mitigava la compostezza del davanti.

Le donne vestite con i suoi abiti da sera sembravano cigni pronti a spiccare il volo”, disse William Randolph Hearst, figlio di Austine Byrne Hearst.

Le sue clienti più celebri furono Elsa Schiaparelli, Gabrielle Chanel e Millicent Rogers che a lui dedicò una mostra dal titolo A Decade of Design, al Brooklyn Museum di New York.

La carriera di Charles James si arrestò dopo un processo per plagio contro un produttore americano di camicie.

Persa la sua battaglia processuale e a causa anche di una instabilità psicologica, decise di ritirarsi dalle scene.

Morì nel 1978 per polmonite bronchiale.

Nel 2014, il direttore di Vogue America, Anna Wintour, gli dedicò una mostra celebrativa al Met di New York.

 

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Stefania Carpentieri
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