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BETTY CATROUX: STORIA DI UNA MUSA TORMENTATA

BETTY CATROUX: STORIA DI UNA MUSA TORMENTATA

Betty Catroux, una vita di eccessi con il suo Yves Saint Laurent

Betty Saint, meglio conosciuta come Betty Catroux nasce il 1° gennaio 1945 a Rio de Janiero dalla relazione tra la socialite francese Carmen Saint ed Elim O’Shaugnessy, diplomatico americano.

I primi quattro anni della sua vita furono trascorsi in Brasile. Carmen, archiviato un matrimonio lampo con un uomo del posto, decide di fare le valigie e di trasferirsi definitivamente a Parigi.

Fino all’età di dodici anni Betty visse nell’incertezza di chi fosse realmente il padre. Si mise, così, a studiare i tratti somatici delle persone che frequentava la madre fino a scoprire che l’uomo che aveva creduto essere un amico della madre, era sangue del suo sangue.

Un’educazione borghese, con regole e imposizioni, ha tormentato l’adolescenza di Betty Catroux che trovò, nelle droghe, un sovvertivo per evadere da una routine che le stava stretta.

Betty odia la moda. Per lei è solo un modo facile per far soldi; per rinnegare qualsiasi beneficio da borghese e vestire i panni della libertina colta.

È così, che all’età di diciassette anni, inizia la sua carriera nel mondo della moda.

La prima ad affidarsi alla sua immagine androgina fu proprio Coco Chanel, antesignana di una moda borghese che strizzava l’occhio al guardaroba maschile.

Nel 1967 appare per la prima volta con alcuni scatti sulla rivista di moda Vogue.

Nel 1968, Betty Saint sposa l’arredatore francese François Catroux, nipote del generale Georges Catroux.

Il giorno delle sue nozze, sfoggiò un look insolito composto da una pelliccia bianca e nera, shorts e gli immancabili stivali.

La coppia ha due figli: Maxime, editore di libri, e Daphné, sposata con il conte Charles-Antoine Morand, il 15 giugno del 2002.

Ma è al Regine’s che la sua vita cambia di colpo. I bagordi di una vita agiata sono condivisi con l’altra metà della sua anima.

Betty Catroux
Betty Catroux con Yves Saint Laurent e Lou Lou de la Falaise

Una sera, tra fiumi di alcool e droga, due sguardi s’incrociano e diventano un’unica visione per il resto della vita.

Yves era biondo platino, in total look in pelle nera. Ci assomigliavamo. Era così timido che dovette mandare qualcuno al mio tavolo. Poi mi chiese se avessi voluto sfilare per lui. Io dissi di no. Avevo fatto delle foto di moda all’epoca ma non era per me. Era solo un guadagno facile per andare a bere e fare casino.”

Betty e Yves furono fin da subito inseparabili.

Lui incarnava il perfetto bohemien lei, una borghese scandalosa. Entrambi erano la perfetta congiunzione di un universo che progrediva attraverso la lotta e la rivoluzione.

Lei era una swimming girl lui, il genio dannato della moda.

La prima volta che vidi Betty” – affermò Yves – era al New Jimmy’s, la discoteca del Régine. Credo fosse il 1967. Indossava una gonna di plastica di Prisunic. Quel che impressionò fu il suo stile, l’androginia, il corpo, il viso, i capelli…

Tra scorribande alcoliche e “polvere bianca” la bella amazzone diviene la musa di Yves Saint Laurent.

Il suo aspetto disinvolto, il suo corpo snello e le gambe chilometriche fecero di Betty un’icona di stile.

Per il suo caro Yves non posò mai ma divenne la sua più stretta collaboratrice.

Lei era l’incarnazione perfetta donna Yves Saint Laurent: forte, audace, disinvolta.

Non mi vesto da donna. Non mi interessa affatto la moda.

Per questo motivo Betty Catroux può essere definita l’antesignana della moda gender poiché per anni ha indossato pantaloni a sigaretta, t-shirt e blazer nero, oltre che il celebre abito smoking creato dal suo amico.

Nell’orbita del loro forte legame ruotarono altre figure fondamentali per la loro carriera.

Yves Saint Laurent era un genio sempre in cerca d’ispirazioni. La sua fonte erano le donne. Per questo motivo Loulou de la Falaise e Catherine Deneuve entrarono nella stretta cerchia di contatti lavorativi dello stilista.

Saint Laurent disegna per donne che hanno una doppia vita. I vestiti del giorno aiutano la donna a stare in mezzo agli estranei, le permettono di andare dappertutto senza attirare un’attenzione non desiderata: grazie alla loro naturalezza un po’ mascolina, le conferiscono una certa forza, la equipaggiano per incontri che potrebbero dar luogo a conflitti. Però la sera, quando la donna può scegliere con chi stare, Yves la rende seduttrice”, dichiarò la Deneuve.

Ed è proprio Catroux a forgia la carriera di Yves.

Pensavo a lei quando ho immaginato il completo pantalone. Tutti i codici maschili che ho applicato sulla donna. Se Paloma Picasso e Loulou de la Falaise ispirano la mia fantasia, Betty ispira il mio fisico rigoroso”.

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La loro unione così forte, “come fratelli”, incontrò la diffidenza di Pierre Bergé che per anni cercò di frapporsi tra i due.

Betty cercò per lungo tempo di convincere il socio nonché grande amore dello stilista, che non sarebbe mai stata una cattiva influenza per lui.

Dopo la morte dello stilista, avvenuta nel 2008, i due hanno mantenuto un ottimo rapporto.

Anche il legame tra l’azienda e Betty è rimasto indissolubile.

Tom Ford, per il suo debutto in Yves Saint Laurent, dedicò la sua prima collezione all’amazzone e musa ispiratrice del fondatore della maison.

Le stesse orme furono calcate da Stefano Pilati.

La nostalgia dei tempi che furono, accompagnata dalla brama di ricompattare l’immagine forte e allusiva di Yves Saint Laurent, hanno spinto Anthony Vaccarello a digitare il numero di Betty.

È stato come rispolverare dei ricordi custoditi gelosamente per far rivivere le emozioni più importanti della propria vita. Ma questa volta, Yves non c’è.

A settantatre anni, Betty Catroux posa per la prima volta per Yves Saint Laurent per la campagna pubblicitaria autunno/inverno 2018-19.

La bella modella posa davanti all’obbiettivo con un chiodo in pelle e blazer laminato.

Indossa gli occhiali da sole, rigorosamente neri, come quelli che hanno nascosto i suoi occhi da più di cinquant’anni.

 

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Stefania Carpentieri
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