BARNEYS IN AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA

BARNEYS IN AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA

Chiudono 15 dei 21 negozi della catena Barneys, che per evitare il fallimento chiede l’amministrazione controllata. Le cause sono la forte concorrenza dei siti del lusso online e di Amazon.

 

Barneys in amministrazione controllata

Barneys in amministrazione controllata. La chiusura di 15 dei 21 punti di vendita di Barneys rappresenta una pesante sconfitta della famosa catena del lusso americana. Le cause sono la forte concorrenza dei siti del lusso online e di Amazon.

Dalle lunghe file all’ingresso ad un gelido cartellino lasciato sulle sue vetrine: “il negozio chiude, tutto se ne deve andare“.

Fondato nella Grande Mela da Barney Pressman nel 1923, nel lungo corso della sua storia il retailer di lusso conquista le maggiori piazze americane come Las Vegas, San Francisco, Dallas, Beverly Hills e Boston.

L’immensa facciata di Barneys a New York

Ha superato le gravi crisi economiche del 1929 (crisi di Wall Street) e le grandi recessioni del 2007 e del 2013. Ma non ha vinto la battaglia contro i giganti del web.

Il Natale dei newyorkesi, dunque, sarà privato dell’atmosfera magica delle sue grandi vetrate, piani su piani di specchi dove grandi e piccini amavano riflettersi e sognare.

Presto calerà il sipario sugli otto piani del flagship store, quelli che hanno accolto le riprese di Sex and the City. Almeno finché la merce al suo interno sarà liquidata.

Il retailer, guidato dalla ceo Daniella Vitale, ha avuto lo scorso agosto un prestito da 75 milioni di dollari (circa 68,7 milioni di euro) dalle affiliate Hilco global e da Gordonbrothersgroup, che permetterà probabilmente al gruppo di rispettare i propri impegni finanziari.

Corsa agli acquisti

La corsa agli acquisti natalizi, per gli abitanti della città, è partita in grande anticipo. Sugli scaffali, infatti, vanno a ruba le grandi griffe del Made in Italy come Giorgio Armani, Ermenegildo Zegna, Fendi, Prada e Jil Sander. E ancora Manolo Blahnik (le scarpe tanto desiderate da Carrie Bradshaw), Christian Louboutin, Marc Jacobs e Givenchy.

Dopo la liquidazione, tutti i negozi verranno chiusi definitivamente tranne la sede centrale di Madison Avenue che verrà declassata in pop up store.

Con il messaggio di addio “Goodbuys, the Goodby”  lo storico negozio rifila anche delle perdite di denaro non indifferenti ai suoi creditori. Nomi celebri della moda come Yves Saint Laurent, Gucci, Celine Chloé e Azzedine Alaïa.

Per i clienti, gli sconti dovrebbero aumentare nel corso dei mesi, sino a febbraio.

 

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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