BALMAIN, GRANDE RITORNO NELL’HAUTE COUTURE

BALMAIN, GRANDE RITORNO NELL’HAUTE COUTURE

Balmain ritorna nel calendario Haute Couture grazie a Olivier Rousteing

Il calendario Haute Couture ritrova una grande firma della moda francese: Balmain torna nell’Alta Moda.

L’ultima sfilata Haute Couture firmata dalla storica griffe, fondata da Pierre Balmain nel 1946, reca la firma del celeberrimo stilista di origini domenicane Oscar de la Renta, morto il 24 ottobre 2014 a

Mame Moda Balmain, grande ritorno nell'Haute Couture. Abito gold effetto piuma
Dettaglio dell’abito indossato da Vodianova per la Balmain Haute Couture Fall/Winter 2002

causa di un cancro diagnosticato nel 2006.

Era il 2002 quando de la Renta concluse il ciclo d’Alta Moda della maison. La collezione autunno/inverno 2002 elogia magistralmente il fondatore della griffe con capi ricchi di sfaccettature, nel quale domina un’alta componente seduttiva.

Natalia Vodianova è stata stata la protagonista del defilé e chissà, forse potremmo rivederla nuovamente in passerella per il grande debutto di Rousteing nell’Haute Couture.

La collezione Balmain Alta Moda sarà presentata il prossimo gennaio 2019 anche se, al momento, sia la data sia la location non sono state confermate.

Txampi Diz, Chief Marketing Officer di Balmain, ha dichiarato: “Olivier ritiene che questa sia una progressione logica, in quanto ll’Alta Moda è parte del DNA della maison.”

Ha poi continuato: “Con l’ingresso di così tante giovane maison nell’Alta Moda, era giusto che anche Balmain fosse presente. Olivier ritiene che soprattutto in questo momento, in cui tutti si stanno focalizzando sullo streetwear, sia vitale ricordare che il lusso ha a che fare con l’artigianalità, qualità e abiti con un certo livello di savoir-faire”, ha concluso

 

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La voce Balmain è consultabile sul Dizionario della Moda di MAM-e.it

Pierre (1914-1982). Sarto francese. Il suo stile è stato definito “Jolie Madame”. Era stato ricchissimo, se ne andò povero. Fu Hubert de Givenchy a leggere l’addio nella chiesa di Saint Pierre de Chaillot, davanti alla sua bara bianca ricoperta di fiori bianchi e circondata da personaggi della moda e da pochissimi amici, mentre l’organo suonava la II sinfonia di Mahler. Era l’estremo saluto di Parigi a un suo protagonista, morto il 29 giugno dell’82 in quell’Ospedale Americano dove era morto anche Fath, suo contemporaneo agli inizi della carriera. Come lui senza finanziatori alle spalle, come lui ricco solo di entusiasmo e mestiere, premiati con repentina celebrità dal successo.

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Stefania Carpentieri
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