ALEXANDER McQUEEN, IL DOLORE INTIMO IN UN FILM

ALEXANDER McQUEEN, IL DOLORE INTIMO IN UN FILM

Il film “Alexander McQueen – il genio della moda” è una catarsi infernale che non troverà mai la luce

Il profilo di Alexander McQueen è anacronistico ad ogni bella storia che tutti vorremmo leggere.
È un taglio al cuore profondo, doloroso solo per chi ha amato per davvero lo stilista maledetto.

Alexander McQueen – il genio della moda“, pellicola diretta da Ian Bonhôte e Peter Ettedgui, è impressionante nel suo essere reale. Fa razzia di cliché destinati alla moda, prigioniera di sibilline parole riservate quando qualcuno se ne va.

Commuove il film dedicato ad Alexander. Ci stringe nella sua morsa concreta perché descrive le fragilità di un uomo, prima che di uno dei creativi più prolissi e dannati di tutti i tempi.

Lee, questo era l’appellativo conquistatosi dalle persone a lui più care, era un sognatore deciso a cambiare la sua vita. Un’esistenza segnata da una brutale violenza che gli distorse la visione innocente della sua infanzia.

Un dramma famigliare – fu violentato dal cognato e assistette alle violenze fisiche ai danni della sorella – che, in qualche modo, forgia la sua delicata vena artistica.

Un dietro le quinte infausto, insomma, che spegne definitivamente le luci a quarant’anni dal suo primo vagito.

Temerario, ribelle, straordinario: era questo McQueen.

La biografia dello stilista britannico è consultabile sul dizionario della Moda di MAM-e.it

“Il 7 maggio 2007 Isabella Blow, dopo svariati tentativi passati, si toglie la vita a causa di una forte depressione, McQueen ne rimane distrutto.Il 2 febbraio 2010 riceve un altro duro colpo, quello della morte di sua madre Joyce, a cui era legatissimo.

McQueen, spirito cupo e tormentato, genio rivoluzionario dal talento innato, pone fine ai suoi giorni l’11 febbraio 2010 nel suo appartamento di Mayfair, nella zona centrale di Londra, con un cocktail letale di droghe, sonniferi e tranquillanti. Una candela accesa e un unico messaggio d’addio sul retro del libro The descent of Man: “Prendetevi cura dei miei cani. Scusatemi. Vi amo, Lee. P.s. Voglio un funerale religioso.”

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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