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ACCADEMIA DI BRERA AL FASHION GRADUATE ITALIA 2019

ACCADEMIA DI BRERA AL FASHION GRADUATE ITALIA 2019

Giovani e talentuosi, gli studenti dell’Accademia di Brera protagonisti al Fashion Graduate Italia 2019

Gli allievi dell’Accademia dell’Arte di Brera, durante la terza edizione del Fashion Graduate Italia 2019, hanno dimostrato tenacia, estro e competitività.

Otto designer dei biennio specialistico, seguiti dall’eclettica Francesca Liberatore, docente del corso di moda dell’istituto nonché affermata stilista, mettono in scena un show multiculturale.

Una serie di look distinti e ben studiati che pullulano di generosità creativa certamente non prematura.

I giovani talenti della moda, infatti, dimostrano di avere in pugno l’arte che hanno scelto di perseguire, di nutrire. Come un sogno e un’ambizione.

Parafrasando un grande della letteratura straniera, tal Arthur Schopenhauer: “Il talento colpisce un bersaglio che nessuno può colpire; il genio può colpire un bersaglio che nessuno può vedere“.

A voi l’interpretazione.

I talenti al Fashion Graduate Italia 2019

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Giovani ma con un’intelligenza creativa ben coltivata. I ragazzi dell’Accademia di Brera hanno dato il via ad uno spettacolo multietnico. Alla base uno studio attento dei tagli e delle tradizioni folkloristiche dei popoli sotto esame.

Alessandra Morinelli

La giovane designer applica la contemporaneità allo studio del kimono. Interpreta la sua “Transizione” visionando, con un’attenta indagine, i frame del film “Le memorie di una Geisha“. Tagli regolari che ricordano la costruzione dell’obi e dello tasukikake.

Cristina Cucinotta & Teresa Cicero.

Nella loro collezione si respira un mood gitano, nei colori e nei dettagli utilizzati. Il progetto, però, cela un tema attuale, quotidiano e doloroso. “Non sovrapporre” è un’indagine nel sentimento umano. Una trasfigurazione del dolore. Una sua catarsi.

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Jessica Nicodemo.

Rebalacing” è una storia tutta al femminile. Seduttiva, ammaliante. La linea osserva due grandi temi: la perdita della forma e il suo ritorno. La Nicodema si ispira alla Guerra del Vietnam e alle grandi guerre mondiali. Il risultato è una serie di abiti, soffici ma decadenti, colorati da tonalità come il grigio, il verde (segno di speranza) e il viola (il lutto).

Yang Wagen.

La sua “Silenzio” si ispira alle opere pastorali di Morandi. La composizione stilistica si fortifica sulla fusione dell’abbigliamento contemporaneo con il costume rurale. La contraddizione, voluta, crea un concept innovativo che implica un’osservazione severa sulla differenza tra il vivere frenetico e la calma suscita dalla campagna.

Fabrizio Bennici.

Seishin no Fuan.” Bennici si ispira al folklore giapponese e alle sue creature soprannaturali, le Yuki Onna. Lo studio sul kimono porta ad una sue eviscerazione con contenuti sorprendenti. Una collezione complicata dove le sovrapposizione si contrappongono a volumetrie decise. La lunghezza dei capi si esaspera divenendo l’espansione dell’altro capo.

Tessuti tecno e maschere tradizionali compongono un mood streetswear ben riuscito.

Yang Xingzi.

Bloom at night” sviluppa un tema non-politically correct, quello della prostituzione.

Allo stesso tempo l’ispirazione nasce da un tratto di Baudelaire: “Quest-ce que l’art?” L’art est la prostitution”.

L’allieva mixa l’abito maschile del XIX secolo alle uniformi della Geisha. Il risultato è una combinazione sorprendente che rievoca le caratteristiche sia dell’acquirente che della meretrice stessa con lo scopo di presentare la donna come unica proprietaria del proprio corpo.

Liu Ykang.

“Manicomio”, questo è il nome della collezione, indaga sui disturbi psichici come piaga della società. Una linea contemporanea fatta di volumetrie over e ricami, che racconta il caos della condizione mentale di ognuno di noi.

Antonio Corposanto

“Fluo Vision è un omaggio agli anni Novanta con spalle spigolose e colori fluo. Corposanto lavora rileggendo un capo must nella storia del costume internazionale: la sahariana. L’allievo gioca sulle combinazioni di volumetrie asciutte e generose e sul contrasto di colori fluo come e dei tessuti tecnici come il nylon, PVC e vernici.

 

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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