AL VIA DA OGGI IL PROGETTO “ORIENTE MUDEC”

AL VIA DA OGGI IL PROGETTO “ORIENTE MUDEC”

Il progetto “Oriente Mudec” racconta da diversi punti di vista – artistico, storico ed etnografico – gli scambi tra Giappone ed Europa attraverso il tempo e l’incontro culturale tra i due mondi. 

La storia del gusto occidentale per l’Estremo Oriente è la storia di un’ossessione di lunga durata. Il progetto “Oriente Mudec” approfondisce le dinamiche degli interscambi artistici tra Europa e Giappone a cavallo tra il XIX e il XX secolo attraverso una selezione di straordinari capolavori, contaminazioni e differenze, suggestioni e innovazioni che l’incontro fra l’arte europea e quella orientale produssero dopo il loro incontro. Fino ad arrivare ad un’arte nuova che porterà, nel Novecento, alle grandi Avanguardie Storiche.

MAME ARTE AL VIA DA OGGI IL PROGETTO ORIENTE MUDECFotografia d’epoca tratta dalla-videoinstallazione presente in mostra
Fotografia d’epoca tratta dalla videoinstallazione presente in mostra

Il giapponismo

Dalla pittura e dalla letteratura all’opera e alla scenotecnica, nell’800 il giapponismo invase la scena culturale. Grazie allo scambio incrociato fra le arti, sia i tradizionalisti che le avanguardie trovarono nel Giappone un territorio comune di esplorazione. Ne risultò una vera mescolanza fra élitismo e populismo.

Per alcuni l’arte giapponese era autentica in quanto non contaminata da quella che veniva percepita come la decadenza delle accademie occidentali. Essere giapponesi poteva quindi significare una certa libertà artista e persino il radicalismo politico. Per altri, si trattava soprattutto di un profumo esotico alla portata di tutti, che avrebbe comunque trovato un pubblico. Gli uni e gli altri condividevano l’eccitante piacere di trasformare l’influenza giapponese in arte europea nuova.

 MAME ARTE AL VIA DA OGGI IL PROGETTO ORIENTE MUDECF Ritratto di Ito Mancio di Domenico Tintoretto
Ritratto di Ito Mancio di Domenico Tintoretto

Le mostre del progetto “Oriente Mudec”

Due le mostre cuore del progetto: “Quando il Giappone scoprì l’Italia. Storie d’incontri (1585-1890)”, che ricostruisce i primi rapporti tra l’Italia e il paese del Sol Levante ed espone la collezione del conte Passalacqua, e la mostra “Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone” che ripercorre invece l’influenza che il Giappone ha esercitato sulla cultura occidentale, focalizzandosi sui maggiori artisti che hanno subito l’incanto del ‘giapponismo’ fra cui Rodin, Van Gogh, Gauguin, Fantin-Latour, Giuseppe De Nittis, Galileo Chini, Vincenzo Gemito, Federico Zandomeneghi e Giovanni Segantini.

MAME ARTE AL VIA DA OGGI IL PROGETTO ORIENTE MUDECF Dal museo Passalacqua
Dal museo Passalacqua

Impressioni d’Oriente. Arte e collezionismo tra Europa e Giappone

Nel variegato contesto del gusto internazionale per il Giappone e della sua influenza nelle arti, la mostra si focalizza sui maggiori tra gli artisti italiani ed europei che hanno subito l’incanto del Giapponismo. Viene approfondita la relazione tra l’arte europea e giapponese per capire fino a che punto il Modernismo ha fatto uso di stili e tecniche “giapponesi” nella sua ricerca di linguaggi e strumenti per aprirsi al futuro in un mondo in rapido cambiamento.

La mostra presenterà inoltre come Hokusai, Hiroshige o Utamaro sognavano l’arte occidentale. Saranno esposte opere di diverse scuole e movimenti artistici giapponesi tra 1890 e 1930 raramente esposte, dando spazio al mondo del collezionismo e a coloro che per primi raggiunsero l’Oriente subendone il fascino e iniziando a collezionarne oggetti e manufatti, contribuendo a diffonderne il gusto in Europa. 

MAME ARTE AL VIA DA OGGI IL PROGETTO ORIENTE MUDEC Autore: Kiyohara Ragusa O’Tama: Paravento con fenicotteri
Kiyohara Ragusa O’Tama: Paravento con fenicotteri

Quando il Giappone scoprì l’Italia. Storie d’incontri (1585-1890)

La mostra è divisa in due sezioni che rivelano due fondamentali momenti storici per lo sviluppo culturale tra i Paesi. 

Ito Mancio e le ambascerie giapponesi 1585 – 1615 ripercorre un episodio di contatto: Alessandro Valignano, un responsabile della missione gesuita in Giappone, organizzò un viaggio di giovani nobili giapponesi convertiti al cristianesimo verso il centro del mondo cristiano, Roma e l’Italia. Nel 1585 “i quattro ambasciatori” dopo diverse tappe entrano a Milano, per restarvi circa 10 giorni. Durante la visita a Venezia il capo delegazione, Ito Mancio, viene ritratto probabilmente da Domenico Tintoretto, così come viene riportato nelle cronache raccolte da Guido Gualtieri. È così che uno dei volti dei protagonisti di questa straordinaria avventura si tramanda fino ad oggi. Il dipinto viene esposto per la prima volta in Europa proprio in occasione della mostra grazie alla generosa collaborazione della Fondazione Trivulzio.

Un Museo giapponese in Lombardia. La collezione del conte Giovanni Battista Lucini Passalacqua. Qui siamo al momento della riapertura del Giappone ai contatti col mondo. Il conte nel suo museo raccolse tipici oggetti e opere d’arte collezionate durante gli anni grazie ai commercianti. Questa è la conseguenza del crescente interesse suscitato dal Giappone in quegli anni. 

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Bruna Meloni
Articoli dell'Autore / Bruna Meloni

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