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TUTTO CIÒ CHE C’È DA SAPERE SU VINITALY 53

TUTTO CIÒ CHE C’È DA SAPERE SU VINITALY 53

Il grande evento veronese non è solo la più grande vetrina dedicata ai vini italiani ma diventa anche un’occasione per vedere con i propri occhi le ultime novità del settore. A Vinitaly 53 new entry tecnologiche, curiose e particolari che hanno trovato in questi giorni il loro habitat naturale negli spazi di Verona Fiere.

Giornata di chiusura per  Vinitaly 53 , andato in scena a Verona dal 7 al 10 aprile 2019. Proviamo a tirare le somme di questo importantissimo evento per la vitivinicoltura del nostro Paese.

Qualche numero

Vinitaly rappresenta qualità e biodiversità nel patrimonio italiano a livello vitivinicolo, con 600 indicazioni geografiche , il più alto dell’intera Europa. Quest’anno in forte ascesa con 4600 espositori in 100000 metri quadrati e buyer provenienti da 143 paesi.

A farla da padrone è stato il Veneto, trainante con 16,5 milioni di quintali d’uva e 13,5 milioni di ettolitri di vino prodotti.

Le presenze sono state circa 130.000 con una crescita di buyers stranieri ed un incremento di visitatori del 26 per cento.

Verona – Vinitaly

La Cina è vicina

Così recitava il titolo di un film cult di Marco Bellocchio del 1967. Ma non per quanto riguarda il nostro vino! L’Italia, a fronte di una tenuta in terreno positivo del sistema vino made in Italy a livello mondiale (+3,3% nel 2018 sull’anno precedente), ha ancora una presenza marginale in Asia Orientale rispetto alle sue potenzialità. Questo mercato è ancora nelle mani soprattutto dei francesi e del ‘nuovo’ mondo produttivo. Australia e Cile soprattutto, che in alcuni paesi beneficiano di una politica dei dazi favorevole.

A Vinitaly 53 si è parlato a lungo dell’argomento e i dati emersi sono piuttosto confortanti anche se rimane ancora molto da fare. L’Italia, secondo l’analisi dell’Osservatorio, è certamente cresciuta nelle vendite, ma meno dei suoi concorrenti. In Cina in 5 anni l’incremento italiano ha sfiorato l’80% mentre le importazioni dal resto del mondo hanno segnato un +106% in Giappone – il mercato più tricolore in Asia – dove l’Italia può contare solo su un +3,4%, contro una domanda del Sol Levante cresciuta di quasi il 30%.

Il futuro si annuncia comunque interessante per l’Italia, con un tasso annuo di crescita stimato nei prossimi 5 anni che si prevede essere superiore ai consumi dell’area: fino all’8% in Cina, dall’1% al 2,5% in Giappone.

Verona – Vinitaly

Alcune novità di Vinitaly 53

Tra le principali novità di quest’anno, le masterclass dedicate ai vini artigianali, il nuovo salone Vinitaly Design e l’Organic Hall.

In un contesto in cui i mercati sono sempre più attenti alla trasparenza, ai temi ambientali ed etici, aumentano le etichette di vini biologici anche nella directory di Vinitaly. Quasi 3.300 su 18 mila etichette presenti sono vini biodinamici o realizzati con tecniche di agricoltura biologica.

Per questo motivo è stato creato un nuovo spazio, l’Organic Hall, dedicato ai vini biologici prodotti secondo la normativa europea, che a sua volta accoglie il VinitalyBio.

In un mercato sempre più competitivo il packaging gioca un ruolo centrale per farsi conoscere e riconoscere. Vinitaly Design International Packaging Competition ha voluto premiare l’impegno delle aziende che investono in creatività ed immagine. Il Vinitaly Design ha visto in gara 254 campioni che hanno mostrato una grande vivacità nella volontà di esprimere un senso contemporaneo. Superando l’immaginario classico dell’etichetta del vino.

Vini della cantina Col di Lamo

Il vino e gli italiani

Parliamo di un amore da 14,3 miliardi di euro nel 2018. Il vino per gli italiani è molto più di un asset del made in Italy. È un collante tra generazioni che coinvolge quasi 9 cittadini su 10 in tutto il nostro Paese.

L’indagine Mercato Italia realizzata da Vinitaly traccia il profilo dell’approccio al vino e dello stato di salute del mercato interno del primo Paese produttore al mondo.

Si beve meno – il 26% di volumi ridotti rispetto a vent’anni fa – ma lo fanno praticamente tutti e in modo più responsabile: la media è di 2-4 bicchieri a settimana, consumati soprattutto in casa (67%) in particolare dai baby boomers. Ma è rilevante la quota di tutte le generazioni, con i millennials (18-38 anni) che evidenziano già un tasso di penetrazione pari all’84%.

Curiosando fra gli stand

Citiamo, ovviamente, solo qualche chicca che ci ha colpito.

Allo Stand Poggio delle Volpi Chiara Giannotti ha presentato il suo libro edito da Rizzoli “La cantina perfetta” con la delegazione delle Donne del Vino Lazio. Un volume cheracconta le etichette più pregiate dell’enologia mondiale, ricercate e sognate da appassionati e intenditori come veri oggetti di culto e da investimento.

È stato presentato il nuovo progetto “PRO.S.E.C.CO. DOC”. Obiettivo del consorzio arrivare alla sostenibilità certificata a livello territoriale.

Vista in anteprima la prestigiosa bottiglia “Asolo Prosecco Superiore DOCG Limited Edition 1881” realizzata dalla designer Chiara Andreatti per Montelvini. Un progetto che anticipa la nascita di una nuova collezione che coinvolgerà talenti e artisti legati alla celebre maison.

L’innovativa cantina “L’Astemia Pentita”,  frutto del visionario progetto vitivinicolo della eclettica imprenditrice piemontese Sandra Vezza, ha presentato le nuove annate di Barolo DOCG Cannubi e Barolo DOCG Terlo 2015 e Barolo DOCG Cannubi Riserva e Barolo DOCG Terlo Riserva 2013.

Mortadella Felsineo e bollicine a go go allo stand “‘Le Marchesine”, azienda agricola che, con la costante ricerca dell’eccellenza, si è distinta nel panorama vitivinicolo italiano anche nelle Guide di quest’anno.

La cantina tutta al femminile “Col di Lamo”. Giovanna Neri, proprietaria di circa 80 ettari di vigneto nel comune di Montalcino produce in prima persona uno straordinario Rosso di Montalcino, un non da meno Brunello di Montalcino, il Lamo e l’Acquavite.




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Bruna Meloni
Articoli dell'Autore / Bruna Meloni

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