In viaggio con Vacheron Constantin e Steve McCurry

In viaggio con Vacheron Constantin e Steve McCurry

Il leggendario fotografo Steve McCurry ci porta, attraverso i suoi scatti, nei luoghi più affascinanti del mondo. Come compagna di viaggio, la nuova collezione di orologi Overseas

Vacheron Constantin ha scelto lo sguardo unico di McCurry per illustrare la nuova collezione Overseas, creazione orologiera che da sempre incarna lo spirito del viaggio, grazie all’eleganza casual, alla praticità, alla tecnologia e all’artigianalità che contraddistingue i segnatempo. Un viaggio in 12 angoli del mondo, immortalati in momenti unici e da prospettive normalmente inaccessibili, che rappresentano altrettanti momenti della vita. Da vivere con il giusto tempo.

Dal tempo del simbolismo, Lalibela in Etiopia, scavata nella roccia nel XIII secolo, in cima a una collina, e costruita per essere una sorta di nuova Gerusalemme, con le sue 11 chiese che simboleggiano la Gerusalemme terrena e celeste; al tempo degli incontri, Samarcanda, crocevia strategico di geografia e cultura, caratterizzata da «un’architettura senza tempo che è rimasta inalterata, superba e iconica come quando è stata realizzata 2500 anni fa», racconta McCurry.

Da Chefchaouen, in Marocco, città tinta di azzurro dai suoi abitanti, che rappresenta il tempo della tradizione (non esiste, infatti, altro luogo al mondo che vanti una tale incantevole monocromia) al sito del Crawick Multiverse in Scozia, un autentico gioiello paesaggistico incastonato tra le colline, nel cuore della regione del Dumfries, un’opera d’arte immaginata dal suo creatore, il visionario architetto e paesaggista Charles Jenks, tempo dell’ispirazione.

Il viaggio continua passando dalla Francia, precisamente all’Osservatorio Astronomico di Parigi, tempo della conquista. «Nell’epoca in cui è stato costruito (1667, ndr), l’Osservatorio di Parigi rappresentava una rivoluzione della tecnologia, e ancora oggi è uno dei centri astronomici più grandi del mondo. La curiosità verso il mondo che ha dato vita a quest’opera, è la stessa che ispira l’Overseas Tour», ha spiegato il fotografo Steve McCurry.

Da Parigi, si arriva a Mosca, sul tetto del Gum, un’autentica prodezza tecnica e architettonica, luogo inacessibile (concesso per l’occasione in via del tutto straordinaria) da dove è stato possibile fotografare la Piazza Rossa da una prospettiva assolutamente inedita. Ma è tempo di spostarsi e arrivare a New York, alla Stazione di Grand Central, dove ogni giorno passano milioni di persone. Steve McCurry ha immortalato questo luogo frenetico e leggendario in una veste inedita: di notte, con pochissimi e schivi viaggiatori di passaggio.

Il tempo dello stupore continua fino al Pozzo di Chand Baori, in Rajasthan, in India, opera celeberrima e ipnotica, che fonde decorazioni simboliche e illusioni ottiche: «È un luogo che mi ha ricordato immediatamente le incisioni di Maurits Cornelis Escher, soprattutto l’arte di creare illusioni ottiche attraverso giochi di linee», racconta meravigliato McCurry.

La magia dell’Oriente prosegue fino all’Onsen di Tsurunoyu, in Giappone, «uno dei luoghi più affascinanti del mio viaggio fotografico. Quando siamo arrivati, aveva nevicato per tre giorni. Ogni cosa era ricoperta da un manto bianco, come in un sogno», racconta McCurry, per arrivare in Cina, per scoprire il tempo della serenità. Il protagonista scelto per gli scatti è il Buddha gigante di Leshan, colosso di 71 metri, scolpito nella roccia tra il 713 e l’803, creato per proteggere i navigatori che attraversavano le acque impetuose del fiume.

Altra opera monumentale, che ci porta quasi alla fine di questo viaggio magico, è l’Acquedotto di Padre Tembleque, in Messico. Costruito tra il 1553 e il 1570 per collegare Zempoala a Otumba, coprendo la straordinaria distanza di 45 chilometri, rappresenta il tempo di trasmettere. Ultima tappa non poteva che essere nel luogo dove ogni giorno prendono vita le meravigliose creazioni di Vacheron Constantin: Ginevra, nella storica manifattura. L’edificio-opera d’arte, realizzato dall’architetto svizzero Bernard Tschumi, è: «Espressione concreta del genio umano. Per me rappresenta l’unione perfetta tra bellezza e precisione. Guardare la Manifattura Vacheron Constantin equivale a partire per un viaggio visivo straordinario». Parola di Steve McCurry.

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