GLI EFFETTI COLLATERALI DEL LOCKDOWN SU PSICHE E CORPO

GLI EFFETTI COLLATERALI DEL LOCKDOWN SU PSICHE E CORPO

Gli ormai quasi due mesi  di lockdown rischiano di  compromettere la salute mentale e fisica delle persone costrette a casa per cercare di frenare il coronavirus. Comportamenti, consuetudini lavorative, relazioni sociali e legami affettivi hanno subito condizionamenti profondi e mai conosciuti prima, tali da privare ciascuno di noi dei più essenziali e immediati punti di riferimento. Come effetti del lockdown, stiamo sperimentando una serie di reazioni  ansia, stati depressivi, attacchi di panico, alterazioni nei ritmi sonno-veglia e nell’alimentazione, spia di un forte disagio.

 

Il lockdown

Il Governo ci chiede di restare in isolamento, di mantenere le distanze dagli altri, di non abbracciarsi, baciarsi, toccarsi, darsi la mano.  E così, all’ improvviso, ci siamo visti tagliati fuori dalla nostra vita sociale, non solo quella che fa capo ad  amici e parenti ma anche quella che comprende gli estranei. Gli altri non li possiamo più vedere. Jean Paul Sartre sosteneva che “L’inferno sono gli Altri”. Oggi tutti noi ci rendiamo conto che piuttosto l’ “Inferno” è quando gli Altri non ci sono. 

 

Molti hanno dovuto abbandonare il loro lavoro, tutti hanno dovuto modificare la routine quotidiana e questo potrebbe comportare conseguenze
Molti hanno dovuto abbandonare il loro lavoro, tutti hanno dovuto modificare la routine quotidiana e questo potrebbe comportare conseguenze

I problemi che si potranno avere finito il periodo di isolamento saranno sicuramente di tipo psicologico. Molti hanno dovuto abbandonare il loro lavoro, tutti hanno dovuto modificare la routine quotidiana e questo potrebbe comportare conseguenze. Non solo conseguenze psicologiche, ma anche fisiche. Chi soffre di malattie pregresse, come ad esempio il diabete, rischia di avere peggioramenti alla fine della quarantena a causa della limitata possibilità di movimento. Per non parlare del fatto che la coabitazione forzata possa portare ad insanabili conflitti.

 

Gli studi sugli effetti del lockdown

Sono tantissimi gli studi in atto sull’argomento. Riportiamo qui l’indagine dell’università dell’Aquila e Territori aperti, in collaborazione con l’università di Roma Tor Vergata.  Lo studio restituisce una fotografia preoccupante – come tutti gli altri studi, d’altronde – circa le conseguenze psicologiche dell’epidemia e del lockdown.

«L’epidemia di Covid19 e le attuali misure di restrizione dette “lockdown” imposte per limitare i contagi possono avere un impatto sulla sintomatologia depressiva, ansiosa, ossessivo-compulsiva e post-traumatica nella popolazione generale».

 

GLI EFFETTI COLLATERALI DEL LOCKDOWN SU PSICHE E CORPO Una residente di Castiglione d'Adda in quarantena per coronavirus
Una residente di Castiglione d’Adda in quarantena per coronavirus

 

Dai dati già raccolti, risulta evidente come le restrizioni alla libertà individuale, il distanziamento sociale, le conseguenze per l’economia ma anche la paura di contrarre il Covid-19 abbiano prodotto i loro effetti. Degli intervistati, il cui 79,6% è di genere femminile, 6.604 (37%) hanno detto di aver accusato di sintomi del disturbo da stress post-traumatico. Il 22,9%, ossia 4.092 persone, lamenta un disturbo dell’adattamento, il 21,8%, vale a dire 3.895 persone, sconta uno stress «elevato».

E ancora: 3.700 (20,8%) manifestano ansia, 3.084 (17,3%) depressione e 1.301 (7,3%) insonnia. Le spie di malessere, seppure lo studio sia ancora in corso, appaiono più diffuse tra le donne e nelle fasce più giovani della popolazione.

 

Tra gli effetti collaterali del coronavirus c’è anche l’aumento di peso. Almeno stando ad un sondaggio pubblicato dal China Youth Daily all’inizio di questa settimana. Il 73,7% dei 3005 cinesi intervistati ha dichiarato di essere ingrassato durante il periodo di lockdown imposto per arginare la diffusione di Covid-19. Per la maggior parte degli interpellati, l’88,1%, l’increscioso fenomeno è dovuto al fatto che durante la permanenza obbligata in casa si sono allenati di meno. Mentre per il 59,6% la causa dei chili di troppo è da attribuire alla perdita di una salutare routine quotidiana.

Aggiungiamo noi: la noia,  l’insofferenza  e la frustrazione da isolamento ci porta ad ingurgitare molto più cibo di quanto non faremmo normalmente.

 

L’alcol

I medici di base «resistono» cercando di non prescrivere le benzodiazepine a pazienti che non le hanno mai prese, preferendo qualche lunga chiacchierata al telefono che spesso basta a lenire l’ansia. Ma dagli psicologi arriva un altro allarme: è l’alcol il grande consolatore in questi periodi di solitudine. In molti la sera si consolano con un bicchiere di vino, che poi diventano due o tre.

«È un’abitudine che in Veneto è particolarmente sentita – dice Luca Pezzullo, professore dell’università di Padova e presidente dell’Ordine degli psicologi -.  L’alcol che era associato a momenti di socialità e convivialità, se vissuto in solitudine è un pesante depressivo che “fissa” il disagio, cronicizzandolo».

 

GLI EFFETTI COLLATERALI DEL LOCKDOWN SU PSICHE E CORPO le attuali misure di restrizione dette “lockdown” imposte per limitare i contagi possono avere un impatto sulla sintomatologia depressiva, ansiosa
Le attuali misure di restrizione dette “lockdown” imposte per limitare i contagi possono avere un impatto sulla sintomatologia depressiva e ansiosa

 

Ansia, depressione, attacchi di panico

Comunicare sì, comunichiamo. Internet, telefono, email. Ma la distanza imposta dalla quarantena è enorme, prolungata, innaturale e, accanto ai virologi impegnati nella ricerca del vaccino, gli studiosi ragionano da settimane sugli effetti psichici del coronavirus, su come l’ansia possa incidere sulle persone in condizioni normali e soprattutto su quelle con patologie pregresse.

Un articolo su New England Journal of Medicine  – ne prendiamo uno su tanti – ha affrontato il tema richiamando i medici a monitorare da vicino i bisogni psicosociali dei pazienti, quelli propri e dei loro colleghi. Sono questioni che tutta la comunità scientifica sta valutando con attenzione e in presa diretta poiché si tratta di un fenomeno senza precedenti. Le evidenze emerse dallo studio delle conseguenze di disastri naturali e incidenti con molte vittime potrebbero servire in qualche modo a valutare l’impatto della pandemia sul benessere mentale.

 

questo periodo di radicale cambiamento dello stile di vita quotidiano può diventare anche un’opportunità
Questo periodo di radicale cambiamento dello stile di vita quotidiano può diventare anche un’opportunità

 

Un pensiero positivo

Ma come ha sottolineato Gianluca Castelnuovo, professore ordinario di Psicologia clinica all’Università Cattolica di Milano, questo periodo di radicale cambiamento dello stile di vita quotidiano può diventare anche un’opportunità per ripensare al nostro rapporto con le nostre passioni e con il cibo, e non solo una fonte di preoccupazioni.

 

 

 

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Bruna Meloni
Articoli dell'Autore / Bruna Meloni

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