GINA LOLLOBRIGIDA – ICONA DELLA BELLEZZA ITALIANA

GINA LOLLOBRIGIDA – ICONA DELLA BELLEZZA ITALIANA

“La Lollo” spegne oggi 91 candeline: buon compleanno a una delle sex symbol del XX secolo.

Gina Lollobrigida

mame lifestyle GINA LOLLOBRIGIDA - LA BELLEZZA ITALIANA scena
Gérard Philipe e Gina Lollobrigida in Fanfan la tulipe

Nata il 4 luglio 1927 a Subiaco come Luigia Lollobrigida, Gina Lollobrigida è stata una delle attrici europee più importanti a livello internazionale negli anni ’50-’60. Ambiziosa e determinata, nel 1944 si iscrive all’Istituto di Belle Arti di Roma, vendendo delle caricature fatte col carboncino per aiutare economicamente la sua famiglia. In questo periodo posa anche per i primi fotoromanzi, utilizzando lo pseudonimo di Diana Loris.

Nel 1945 lavora nella commedia ’Istituto di Belle Arti di Roma di Eduardo Scarpetta. Poi, nel 1947, è protagonista del fotoromanzo Nel fondo del cuore. In più, nello stesso anno, si classifica terza a Miss Roma. I primi successi arrivano con Campane a martello (1949), Achtung! Banditi! (1951) e Fanfan la tulipe (1952); quest’ultimo film ha ottenuto l’Orso d’argento al Festival di Berlino. Da questo momento in poi, Gina Lollobrigida è ormai una star. Diventa molto popolare anche per il suo ruolo in Altri tempi (1952). In questo periodo, Vittorio De Sica coniò per lei l’aggettivo “maggiorata fisica“.

Nel 1953 viene candidata ai premi BAFTA per il suo ruolo in Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini. Questo stesso ruolo le vale anche il Nastro d’argento. L’anno successivo lavora nel sequel del film, Pane, amore e gelosia, ma rifiutando nel 1955 un terzo capitolo della serie. Di conseguenza, viene rimpiazzata da Sofia Loren, sua storica rivale.

Tra Hollywood e il Bel Paese

mame lifestyle GINA LOLLOBRIGIDA - LA BELLEZZA ITALIANA la donna più bella del mondo
La donna più bella del mondo

Dalla seconda metà degli anni ’50, “Lollo” lavora anche a Hollywood. Infatti, diventa protagonista de Il tesoro dell’Africa (1953), Il maestro di Don Giovanni (1954) e La donna più bella del mondo (1955). Per quest’ultimo ruolo si aggiudica il David di Donatello alla miglior attrice protagonista. Insieme a Burt Lancaster e a Tony Curtis recita in Trapezio (1956). Seguono quindi Il gobbo di Notre Dame (1956), Sacro e profano (1959) accanto a Frank Sinatra e Salomone e la regina di Saba (1959).

Nel 1961 lavora in Va nuda per il mondo e, nello stesso anno, in Torna a settembre, ruolo per cui vince un Golden Globe come miglior attrice del mondo. E, in seguito, vince un David di Donatello e un Nastro d’argento come migliore attrice protagonista per la sua interpretazione in Venere imperiale (1963). L’anno seguente lavora accanto a Sean Connery in La donna di paglia di Basil Dearden. Seguono quindi Strani compagni di letto (1965), Buonasera, signora Campbell (1968), Le avventure di Pinocchio (1972) e Falcon Crest (1984).

La passione per la fotografia e la scultura

Gina Lollobrigida non è stata solo una talentuosa attrice. Tra le sue occupazioni, infatti, ci sono anche la fotografia e la scultura. Ha fotografato Salvador Dalì, Paul Newman, Ella Fitzgerald, Audrey Hepburn, Henry Kissinger e David Cassidy. Nel 1973, inoltre, ha intervistato Fidel Castro. Le sue esposizioni scultoree, invece, sono state ospitate in Cina, Spagna, Qatar, Francia, Stati Uniti e Russia.

Curiosità

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Gina Lollobrigida oggi
  • Ha sposato il medico sloveno Milko Škofič nel 1949 sul Monte Terminilio di Rieti. Nel 1957 hanno un figlio, Andrea, e nel 1971 divorziano.
  • Nel 2006 dichiara di voler sposare l’imprenditore spagnolo Javier Rigau, dopo più di vent’anni di relazione segreta. In questo periodo, lei ha 79 anni e lui 45. Il matrimonio, tuttavia, non si celebra: Rigau rompe il fidanzamento tramite un comunicato del suo avvocato.
  • Dagli anni ’50 abita in una grande villa sull’Appia antica a Roma.
  • Dal 2007, inoltre, è cittadina onoraria di Pietrasanta, città in cui ha organizzato la sua prima mostra di scultura.
  • Nel luglio del 2013 ha messo all’asta 22 gioielli della sua collezione, la cui vendita ha fruttato 3 milioni e 800000 euro.

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Alessandro Dalai
Articoli dell'Autore / Alessandro Dalai