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I cibi più costosi al mondo: dal tartufo bianco al tonno

I cibi più costosi al mondo: dal tartufo bianco al tonno

Tartufo, tonno e vino: ecco i cibi più costosi venduti all’asta.

“Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene” scriveva Virginia Woof. Ma quanto può costare mangiare bene? Mam-e vi riporta i tre cibi più costosi al mondo.

Il Tartufo Bianco D’alba

Tra i cibi più costosi mai venduti nella storia, fa capolino un alimento italiano: il Tartufo Bianco D’alba. La pregevolezza di questo tartufo dipende dalla sua rarità. Infatti, non esistono tecniche di coltivazione, ma cresce spontaneamente in simbiosi con l’ambiente circostante, a partire dalla tarda estate. Sono tante le celebrità che hanno dimostrato di apprezzare il Tartufo Bianco d’Alba. Star del cinema come Marilyn Monroe e Alfred Hitchcok vennero molte volte in Piemonte per deliziarsi di questo raro esemplare di tartufo, accrescendone la fama. Anche il leader politico Winston Churchill fu un grande estimatore del fungo ed era solito farselo spedire direttamente in Inghilterra.

È possibile acquistare questo pregiato tipo di tartufo all’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba. La 21ª edizione si terrà anche quest’anno, domenica 8 novembre al Castello di Grinzane Cavour. Attenzione però, se si è intenzionati a partecipare non bisogna badare a spese: nel 2007 il miglior tartufo bianco d’Alba, dal peso di 750 grammi, è stato battuto all’asta per 143 mila euro. Tutt’ora non si sa chi sia il “palato delicato” che ha deciso di spendere tale somma per il tartufo, ma grazie a questa sua spesa  il nobile fungo ipogeo del Piemonte risulta tra i cibi più costosi della storia. Inoltre il ricavato va interamente in beneficienza per aiutare molti bambini senza famiglia: in venti anni sono stati raccolti 4,8 milioni, tutti utilizzati per progetti di charity.

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Tra i cibi più costosi, il tonno rosso del Giappone

Spostandoci ora dall’altra parte del mondo, in Giappone nel 2019 è stato venduto all’asta un tonno per la “modica” cifra di quasi 3 milioni di dollari. Il pesce, dal peso totale di 278 chili, è arrivato quindi a costare circa 9800 euro al chilo. Il motivo di tale prezzo, tutt’altro che economico, risiede nel fatto che il tonno rosso (o Thunnus thynnus) è un esemplare oramai molto raro. Ad acquistarlo è stato Kiyoshi Kimura, già molto famoso in territorio nipponico poiché possiede una delle più famose catene di ristorazione. L’imprenditore dichiarò che non si aspettava di spendere tale cifra per il tonno, ma i rilanci degli avversari erano molto alti. Ciononostante decise di comprarlo perché puntava su un ritorno di immagine per la sua catena di ristoranti: le prime aste dell’anno vengono solitamente utilizzate anche per scopi pubblicitari, rendendosi visibili alla stampa.

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Kiyoshi Kimura con il tonno rosso

La bottiglia di Borgogna Romanée-Conti ed il caviale

Infine, non si può non contare all’interno della classifica due bottiglie di Borgogna Romanée-Conti del 1945 vendute nel 2018 a più di un milione dollari. L’asta che vide l’acquisto di queste due bottiglie da capogiro si tenne a New York, nella sede americana della celebre casa d’asta Sotheby’s. La prima bottiglia fu venduta per 558.000 dollari, mentre la seconda è stata battuta per “soli” 496.000 dollari. Gli intenditori considerano il Romanée-Conti come il miglior borgogna ed il fatto che all’anno non vengano prodotte più di 6ooo bottiglie fa crescere notevolmente il suo valore.

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Anche il caviale, alimento che per eccellenza simboleggia il cibo dei ricchi, è riuscito a raggiungere cifre vertiginose. Infatti, il caviale da storione albino, o bianco, costa 200 mila euro al chilogrammo, vale a dire 20 mila euro a cucchiaino.

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