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GRANDI VINI PER UN GRANDE NATALE: LE NOSTRE PROPOSTE

GRANDI VINI PER UN GRANDE NATALE: LE NOSTRE PROPOSTE

QUANDO PENSIAMO AL MENU DI NATALE  È INEVITABILE PARTIRE DAI PIATTI. C’È CHI FESTEGGIA CON LE STESSE PIETANZE OGNI ANNO E CHI AMA SPERIMENTARE. FATTO STA CHE LA PASSIONE PER IL BUON CIBO RISCHIA SPESSO DI FAR PASSARE IL VINO IN SECONDO PIANO, COME UN DETTAGLIO DELL’ULTIMO MINUTO. Qui le nostre proposte di grandi vini per un grande Natale.

Un errore secondo chi, come noi, è convinto che il buon vino abbia pari importanza rispetto al cibo nella costruzione di un menu e sia fondamentale per esaltare i sapori delle ricette.  Soprattutto nelle occasioni speciali. Ecco i consigli di Mam-e per portare a tavola grandi vini per un grande Natale.

Cena il 24 o pranzo il 25?

Dipende da dove lo si festeggia, se a nord o a sud della nostra penisola.  Perché se da Firenze in su (km più, km meno) i festeggiamenti natalizi si concentrano durante il pranzo del 25,  da Roma in giù la festa parte con la cena della vigilia, il 24.

bolliti varIl menu del 25  è dedicato principalmente agli antipasti, bolliti con salsa verde, frutta secca e panettone o pandoro.
Il menu del 25  è dedicato principalmente agli antipasti, bolliti con salsa verde, frutta secca e panettone o pandoro.

I menu

Il menu del 25  è dedicato principalmente agli antipasti tra paté, insalata russa fatta in casa, giardiniera e gelatine, gamberetti in salsa rosa, per poi passare ad un caldo primo con agnolotti del Plin, casoncelli o cappelletti in brodo, bolliti vari con salsa verde, frutta secca e panettone o pandoro.

Durante la cena della vigilia, invece, la carne è rigorosamente bandita.   Domina il pesce, anche crudo, uno o due primi sempre di mare, e poi capitone,  baccalà fritto o al forno… comunque pesce,  in tutte le sue declinazioni.  Presenti spesso anche torte salate e  verdure miste. Naturalmente i dolci – tanti – che possono variare da regione a regione e l’immancabile panettone o pandoro.

 

Come scegliere i vini di Natale in base al menu

Doverosa premessa è che i vini devono essere scelti in base al menu. Il primo distinguo da fare, quindi, è tra coloro che festeggiano durante la cena della Vigilia, e che – come abbiamo giâ visto –  molto probabilmente mangeranno pesce, e coloro che optano per il pranzo del 25, che nella maggior parte dei casi vedrà la presenza della carne.

 

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Prosecco Tenuta Val de Brun – Astoria

Per cominciare

Un brindisi di benvenuto, in ogni caso, non si nega a nessuno: ecco perché il primo consiglio è valido per tutti, indipendentemente dalla scelta dei piatti. Come prima bottiglia da sorseggiare prima di sedersi a tavola, una buona idea può essere quella di optare – ricordiamoci che siamo italiani – per un buon  bicchiere di prosecco. Abbiamo scelto  la cantina Astoria e il suo Cuvèe Tenuta Val de Brun millesimato 2017. 

 

 

 

GRANDI VINI PER UN GRANDE NATALE: LE NOSTRE PROPOSTE Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC ”Misco” 2017 - Tenuta di Tavignano
Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore DOC ”Misco” 2017 – Tenuta di Tavignano

 

Per la cena di pesce

Preferiamo restare sul classico. Scegliamo la Tenuta di Tavignano,  una garanzia, e prendiamo una bottiglia del suo Verdicchio di Jesi  Misco che molto difficilmente andrà incontro a critiche. Un vino bianco marchigiano dal colore giallo oro,   ricco di personalità e carattere, con un piacevole bouquet di frutta estiva e richiami floreali (mandorla fresca, pesca gialla e ginestra in fiore), succoso e intenso.

 

Montalbera Laccento Ruchè di Castagnole Monferrato 2018
Montalbera Laccento Ruchè di Castagnole Monferrato 2018

 

 

Per il pranzo a base di carne

Un vino perfetto per la cena di carne, invece, non può che venire dal Piemonte. Proponiamo la cantina Montalbera di Castagnole Monferrato con il suo Ruchè  Laccento 2018. Colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, profumo intrigante con sentori floreali, note di petali di rosa e frutti di bosco. Gusto delicato e intenso al tempo stesso, piacevolmente aromatico, morbido ed elegante.

 

 

 

 

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Ramandolo del 2011 di Giovanni Dri

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Chiudiamo in dolcezza

Anche se non tutti lo accettano, il dolce richiama il dolce. Facciamoci coccolare da un  Ramandolo del 2011 di Giovanni DriVino da fine pasto di uve di verduzzo friulano al cento per cento,  sapore dolce non dolce (l’equivalente del Sauternes). Ha il colore dell’ambra.

Al naso è un’esplosione delicata di profumi distinti su lavanda, fiori freschi, agrumi dolci, pesca gialla e lampi marini. Il sorso è molto equilibrato e vede protagonisti dolcezza e sapidità. Chiude con guizzo balsamico.

Va bevuto rigorosamente freddo.  Si abbina sia a  formaggi che dolci o frutta secca.

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Bruna Meloni
Articoli dell'Autore / Bruna Meloni

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