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Flynn McGarry: ecco chi è il giovane chef ospite di Masterchef

Chi è chef Flynn McGarry? Dall’home restaurant a casa dei suoi genitori al Gem di New York, ecco tutto quello che c’è da sapere sul giovane chef di 22 ospite della puntata di Masterchef di stasera

Chiamato da molti il “Justin Bieber della cucina”, a soli 22 anni Flynn McGarry è un vero e proprio enfant prodige della gastronomia americana. Il suo innato talento culinario lo ha portato direttamente tra gli innovatori della cucina americana, la New American Cuisine. Non ha ancora ricevuto riconoscimenti importanti, ma il suo nome non passa certo inosservato tra gli esperti del mestiere. Questa sera, 21 gennaio, sarà ospite di Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli nella puntata di Masterchef Italia, durante la quale presenterà ai concorrenti la sua idea di cucina.

Flynn McGarry: chi è, da dove viene e la sua formazione

Flynn McGarry nasce nel novembre 1998 a Los Angeles. La sua passione per la cucina nasce presto. I suoi genitori, infatti, nonostante siano dei “foodies” per stessa ammissione di Flynn, tendevano a cucinare sempre gli stessi piatti e ad affidarsi spesso a pasti surgelati e take away. Stanco di questa situazione, all’età di 10 anni Flynn comincia a cucinare. La madre e il padre, vedendo la grande passione e il talento, gli costruiscono un mini laboratorio in camera fornito di ogni attrezzo utile, dal forno ad una macchina per il sottovuoto.

Lascia presto la scuola, scegliendo di studiare da casa, così da avere più tempo da dedicare alla cucina. I genitori gli regalano il French Laundry Cookbook di Thomas Keller, di cui impara le ricette più complicate in poco tempo. La sua formazione è stata arricchita da diversi video su YouTube. A soli 13 anni apre il suo primo temporary restaurant, l’Eureka, situato nella sua casa di Los Angeles. Propone un menù degustazione da 160$ a testa, ma è sempre al completo per tutti gli anni a venire.

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Una gavetta internazionale

Sempre a Los Angeles, comincia a lavorare al Ray’s and Stark Bar, un locale disegnato da Renzo Piano nel museo d’arte della contea di LA. Finito il liceo, si trasferisce a New York, dove apre il pop-up Eureka NYC. Nella Grande Mela lavora poi all’Eleven Madison Park di Daniel Humm, uno dei migliori ristoranti del mondo e premiato più volte dalla World 50 Best Restaurant. Continua la sua formazione poi a Chicago, ad Alinea e Next con Grant Achatz, arriva a Seattle al Modernist Cuisine di Nathan Myhrvold per approdare a West Hollywood all’Alma di Ari Taymor, dove lavora per tre anni. Si trasferisce poi in Europa, prima a Oslo per Maaemo e a Copenhagen al Geranium, per tornare a New York e aprire un paio di pop-up restaurants per poter tornare nel Vecchio Continente.

Flynn McGarry è stato anche in Italia. È andato in Calabria, dove ha lavorato in una fattoria di Sant’Agata del Bianco come contadino. Ha visitato poi Modena, Bologna e Parma per imparare a fare la pasta fatta in casa. Lo chef afferma di amare l’Italia e di credere che gli chef tri-stellati del nostro paese siano formidabili. Tuttavia, ciò che lo affascina maggiormente della cucina del bel paese è la semplicità e genuinità della tradizione.

Nel 2018 il primo permanent restaurant: il Gem a New York

Nel 2018 apre invece il suo primo vero ristorante, permanente, a New York City: Gem. Si tratta di un locale diviso in due parti. La Dining Room è aperta solo la sera e presenta solo 18 coperti. Propone menù degustazione da 12 portate da 155$ ed è sempre pieno. Alle sue spalle, c’è una Living room, ovvero un bar caffetteria per la colazione o per bere the e caffè pregiati accompagnati da dolcetti o snack.

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Lo stile del design è inoltre molto particolare. Durante le sue apparizioni in tv, Flynn ha avuto modo di conoscere l’architetto Brett Robinson, a cui ha spiegato la sua idea di ristorante. McGarry infatti crede che andare in un ristorante debba essere un’esperienza rilassante, il cliente deve sentirsi a casa. È un aspetto della ristorazione che sembra essere scomparso ormai. Per questo Gem ha un design che ricorda il salotto di casa, che possa far sentire a proprio agio chiunque entri.

La sua idea di cucina

La sua cucina è un vero e proprio mix di culture diverse. Flynn stesso la definisce moderna e americana. Lo chef si concentra principalmente su verdure – sempre di stagione – e pesce, la carne è poco presente nel suo menù. Questo è da imputare anche al fatto che è cresciuto vicino alla spiaggia di Malibu, in California, dove aveva un vicino che pescava il tonno e regalava alla sua famiglia parte del pescato. I suoi piatti forti, stando a chi ha provato la sua cucina, sono sicuramente il gochoda shuzo, il merluzzo affumicato con spritz al Cynar, il foie gras e budino di pane di segale.

Ma un altro dei suoi piatti simbolo è sicuramente il Beet Wellington. Il famosissimo filetto in crosta (protagonista, tra l’altro, di numerose puntate di Hell’s Kitchen con Gordon Ramsay) vede, in questa versione, il manzo sostituito da barbabietole. Stando alle anticipazioni della prossima puntata di Masterchef, questo sarà sicuramente uno dei piatti presentati ai concorrenti del programma.

Gem è purtroppo chiuso da un anno, a causa della pandemia in corso, e questo ha di sicuro rallentato la sua determinazione. Ma McGarry afferma che vuole tornare ad avere lo stesso slancio di prima, e data la giovane età è sicuro che, appena sarà possibile, tornerà più forte di prima.

Tra docufilm e precedenti illustri

L’ospitata alla prossima puntata di Masterchef Italia non è però il primo contatto che lo chef ha avuto con questo format. A 18 anni era stato infatti già ospite di Masterchef Australia. E non è tutto! La sua storia è stata anche l’oggetto di un docufilm del 2018, Chef Flynn, diretto da Cameron Yates. Si basa su video girati dalla stessa madre dello chef, Meg, anche lei sceneggiatrice e regista di fiction. Il docufilm cerca di far luce sull’idea che, in realtà, la sua famiglia fosse abbastanza ricca da mettergli a disposizione costosi macchinari professionali. Invece, Meg stessa afferma che in quel periodo la famiglia aveva molti debiti, ma hanno deciso comunque di assecondare la sua passione.

Nel film, Flynn afferma di aver avuto un’infanzia di dieci anni e che è stata abbastanza. È stato lui a decidere di diventare chef e questo, nonostante a volte pensi che avrebbe potuto rallentare, è l’unico modo di crescere che conosce. “Sì, la cucina è molto dura: pandemia a parte, ci sono giornate di lavoro che non finiscono mai,” afferma più recentemente. “Però ora finisco la mia giornata e sento un enorme senso di soddisfazione. Ho sempre pensato a questo obiettivo quando immaginavo la mia carriera.

Una storia, insomma, che ha quasi dell’incredibile e si aggiunge a quella di altri chef, nostri compaesani, molto precoci. Basti pensare a Massimiliano Alajmo, che nel 1992 ha conquistato la sua prima stella Michelin (aveva solo 18 anni), la seconda a 22 anni e la terza a 28. Oppure a Matteo Sivero, con la prima stella Michelin guadagnata a 19 anni per il ristorante La Fontanina a Verona.

 

Ricordiamo che Masterchef andrà in onda questa sera alle 21.15 su Sky Uno e NowTv.

 

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