Cosi fan tutte ,i nuovi galatei

Cosi fan tutte ,i nuovi galatei

I nuovi galatei. O perlomeno così dovrebbero fare… Lo dicono i nuovi galatei, decaloghi aggiornati del vivere (e del vestire) contemporaneo
O perlomeno così dovrebbero fare… Lo dicono i «nuovi galatei» che, da un paio di mesi, compaiono su giornali riviste proponendo decaloghi aggiornati del vivere (e del vestire) contemporaneo.

Lina Sotis torna con il suo «bon ton» vent’anni dopo e inserisce tra le cose da evitare assolutamente gli stivali d’estate, il look leopardato, l’abuso di botulino. Per lui, imperdonabile l’abbinamento di canotta e tatuaggio e/o rosario al collo. In ribasso anche la mutanda griffata in evidenza.
Dalla Gran Bretagna, il galateo per signore del XXI secolo proposto dalla rivista Good Housekeeping decreta la fine del tanga che esce dai pantaloni anche per lei (del resto, il tanga è sul viale del tramonto) e consiglia di perseguire un abbigliamento che risulti gradevole ma mai volgare.

Il concetto di volgare o disdicevole è particolarmente sentito e adeguatamente dettagliato: una vera signora non si ubriaca mai, non bacia il capo, il medico e, in generale, le persone con cui ha una relazione professionale, non lancia mai messaggi che possano essere fraintesi. Perfino inviare baci al volo quando si porta il rossetto è considerato sconveniente. Chissà come avrebbe fatto la povera Marilyn…
Che lo stile «diva di Hollywood» sia out lo conferma anche Giusi Ferré che approfitta dei suoi «consigli di stagione» per bocciare tutto quello che è supersexy.

i nuovi galatei

Noioso il nudo, ossessione italiana, in ribasso l’ostentazione di oro e strass a qualunque ora del giorno, da evitare il look «stellina dei sexy calendari» se non si frequentano i red carpet.
A chi partecipa più a staff meeting che a party esclusivi, ha pensato il Daily Telegraph, stilando il nuovo dress code per l’ufficio: al bando minigonne, infradito, tatuaggi, piercing e ombelico in vista. Negli uffici più formali, lo stile vincente prevede tailleur scuro, gonna rigorosamente sotto il ginocchio, gioielli sobri e scarpe con il tacco. In ambienti meno rigorosi o creativi, sono permessi colori più vivaci, scarpe basse e, in linea di massima, un pizzico di originalità, a patto che non diventi mai vistosa.

La regola aurea per qualsiasi

La regola aurea per qualsiasi posto di lavoro resta, comunque, quella di non scoprire mai troppi centimetri di pelle.
La strada del cattivo gusto, lastricata di cose da non fare mai, è così segnata con una tale precisione, condivisa da esperti e opinionisti, che non sarà proprio possibile appigliarsi ad alcuna scusa, quantomeno per l’abito che, se non fa il monaco, di certo aiuta…

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Alessandro Dalai
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