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CORONAVIRUS E MILANO : LA CITTÁ CHE NON SI FERMA MAI, ADESSO É FERMA

CORONAVIRUS E MILANO : LA CITTÁ CHE NON SI FERMA MAI, ADESSO É FERMA

MILANO AL TEMPO DEL CORONAVIRUS

Coronavirus e Milano, la città, che non si ferma mai, lavora da casa. Tutto è rallentato. Vivere questa improvvisa dilatazione dei tempi Non è facile, sopratutto per i Milanesi.

Una Milano completamente deserta, comprese le piazze e le strade solitamente affollatissime.  Poche persone  si aggirano per le strade come fantasmi, tutti i negozi chiusi, tutto è come rallentato. È una città mai vista prima; Piazza Duomo, la Stazione Centrale, la Darsena, passando per il Naviglio Grande, le centralissime via Manzoni e via Turati. E poi piazza della Scala, Corso Como, Porta Garibaldi: tutti i luoghi più rappresentativi di Milano, sono vuoti, la grande metropoli appare irriconoscibile.

galleria Vittorio Emanuele II- coronavirus e Milano
galleria Vittorio Emanuele II- coronavirus e Milano

IL CORONAVIRUS RENDE MILANO UNA CITTÁ FANTASMA

Il terrore per qualcosa che gira nell’aria e che non si vede e non ha odore; la mancanza di informazioni chiare e univoche; la psicosi di rimanere senza cibo.

I supermercati sono ben forniti, ma sono stati presi d’assalto da gente che fa le scorte come se stese scoppiando una guerra.

Anche nelle farmacie si compra di tutto: vitamine, inutili antibiotici, ricostituenti, spray per la gola e per il naso, intrugli omeopatici. Esaurite subito le scorte di mascherine. Per strada, venditori abusivi le offrono a 10 euro. Su internet si trovano a prezzi esorbitanti. La casa di moda Fendi propone una mascherina anti-virus in seta, griffata, a 190 euro. La quotidianità milanese,  è inevitabilmente sconvolta.

LA CITTÀ CHE NON SI FERMA MAI, ADESSO È FERMA

Milano sembra tornata indietro nel tempo. Quando era una città poco estroversa e un po’ chiusa. Sono saltate tutte le manifestazioni pubbliche, gli eventi programmati, i convegni, gli spettacoli teatrali, le rassegne. Non è solo la cultura che tace. Tacciono tutti quegli infiniti lavori e lavoratori che tengono in piedi una città che vive di scambi, di cultura, di relazioni. Il danno economico, individuale e collettivo, sarà incalcolabile. E sarà pesante soprattutto per quella generazione più giovane che vive di commesse, di progetti, di scadenze, di precariato. Il colpo economico sarà durissimo; perché la vera crisi non è il coronavirus ma i suoi effetti diretti: sul sistema sanitario che rivela le sue debolezze,  sull’economia che è interconnessa e fragile, che dipende in modo strutturale dalle relazioni internazionali, sul turismo e l’immagine italiana nel mondo.

 CORONAVIRUS E MILANO, FERMARSI E PROGETTARE IL DOMANI

Per la metropoli lombarda è il momento del coraggio. Il coraggio di aspettare con responsabilità che passi la fase critica e allo stesso tempo di elaborare una ripresa. Nonostante le preoccupazioni economiche per la sospensione delle attività, lo spirito della città si riflette nell’elaborazione di idee  per ripartire appena sarà possibile.

FACCIAMO IN MODO CHE TUTTO CIÒ CHE AMIAMO DI MILANO TORNI AGLI OCCHI DEL MONDO

I milanesi ce la metteranno tutta e ritorneranno grandi come e più di prima. Perché Milano anche quando trema non si lascia travolgere. Perché pensa al domani vivendo l’oggi, perché Milano non conosce la parola arrendersi.

Perché Milano è un modo di vivere; per la sua energia, la forza, la volontà di ricominciare ogni mattina sapendo che sarà il reagire a suggerire le soluzioni possibili. FORZA MILANO, rialzati più forte di prima!

MILANO MODA E CORONAVIRUS: UN BINOMIO ASPRO E DISSONANTE

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Daniela Carusone
Articoli dell'Autore / Daniela Carusone

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