Ritratto di Claudia Cardinale
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CLAUDIA CARDINALE: UNA DIVA ALL’ASTA A PARIGI

Claudia Cardinale va all’asta con Nina Ricci

Sensualità innata e una bellezza prorompente: Claudia Cardinale è simbolo dell’attività fiorente del cinema italiano degli anni Sessanta e icona di bellezza indiscussa.

L’attrice ottantunenne, alla luce della ribalta sotto i riflettori del cinema internazionale, andrà all’asta dal 28 giugno al 9 luglio presso la casa d’aste Sotheby’s.

Claudia Cardinale in Nina Ricci
Claudia Cardinale in Nina Ricci. Serata degli oscar 1965

E solo per due giorni, dal 2 al 4 luglio, alcuni capi del suo lussuoso guardaroba saranno esposti al pubblico.

Sarà battuto all’asta anche il prezioso abito tempestato da paillettes nere con scollatura vertiginosa (firmato Nina Ricci) che la Cardinale indossò nel 1965 durante la cerimonia degli Oscar presieduta accanto a Steve McQueen.

Il valore del vestito si aggira tra i 6.000 e gli 8000 euro.

8½: La Cardinale vista sotto la lente d’ingrandimento di Fellini

Bellissima, giovane e antica, bambina e già donna, autentica, misteriosa“: questa era Claudia per Federico Fellini.

I suoi tratti mediterranei furono ragione di orgoglio per l’attrice italiana che, una volta giunta in Italia dalla sua natìa Tunisi, sconvolse i registi nostrani per una naturale carica sensuale.

Grazie al cineasta riminese, la Cardinale è venerata anche oltre i confini italiani divenendo, come Gina Lollobrigida e Sophia Loren tra le interpreti più amate dall’industria cinematografica hollywoodiana.

  • Claudia e Federico Fellini
  • La Cardinale Cardinale in 8½
  • Claudia e Marcello Mastroianni
  • Claudia Cardinale in 8½

In 8½, Claudia lavora con attori del calibro di Marcello Mastroianni e Sandra Milo. La sua è solo una semplice “apparizione” ma basta solo pochi minuti per consacrarla a mito.

Il lungometraggio rappresenta l’alter ego di Fellini rielaborato con una costruzione poetica esistenziale.

È la storia di un intellettuale che tende ad inaridire tutto, a raggelare la vita. La storia di un uomo legato, irretito, imprigionato, che tenta di uscire da una specie di ristagno; che si sforza di capire ma che alla fine si accorge che non c’è nulla da capire. Che ha bisogno di accettare la vita così com’è e di abbandonarvisi più che problematizzarla”, racconta il regista.

L’attrice, che in contemporanea stava lavorando alla pellicola “Il Gattopardo” di Luchino Visconti, contribuì al successo del capolavoro felliniano.

Con Federico Fellini recitare era una specie di happening: tu credevi di improvvisare, di fare delle cose assolutamente spontanee, e poi, alla fine, ti rendevi conto che in realtà lui ti aveva portato, senza che tu te ne accorgessi, esattamente dove lui voleva”.

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